La mascherina U-Mask
La mascherina U-Mask

Milano, 19 febbraio 2021 - La mancanza di autorizzazione di un laboratorio scatena il putiferio. Tegola sulle U-Mask Model 2. Il ministero della Salute ha disposto il divieto di immissione in commercio di questo tipo di mascherina e "l'adozione della misura del ritiro del medesimo prodotto" dal mercato. Una decisione drastica che è stata presa dopo che i carabinieri dei Nas di Trento hanno segnalato proprio al Ministero che le U-Mask risultavano come dispositivi medici in base alla certificazione di un laboratorio "privo di autorizzazione", sottoscritta da un soggetto senza laurea. Il Ministero ha quindi deciso di imporre il ritiro del prodotto dal mercato evidenziando "i potenziali rilevanti rischi per la salute derivanti dall'assenza di un regolare processo valutativo". A Milano si indaga inoltre per frode nell'esercizio del commercio. 

Vicenda recente tormentata quella delle maschere indossate da decine di migliaia di italiani, in vendita al prezzo di 35 euro l'una. Solo quattro giorni fa, infatti, l'antitrust aveva avviato un procedimento istruttorio, nei confronti delle società U-Earth Biotech Ltd e Pure Air Zone Italy Srl, per contestare le attività di promozione e di vendita delle mascherine U-Mask. Per l'Autorità, infatti, promozione e pubblicità verrebbero svolte con modalità ingannevoli e aggressive, sfruttando  la situazione di emergenza sanitaria in corso per indurre il consumatore a comprare a prezzi elevati il prodotto reclamizzato. I claim con cui le società enfatizzerebbero l'efficacia, in termini di prevenzione, delle mascherine in questione appaiono in grado di ingannare i consumatori, spingengoli all'acquisto di un prodotto privo delle caratteristiche e della capacità filtrante pubblicizzata, con conseguente potenziale pericolo per la salute. 

Le società produttrici e distributrice, da parte loro, hanno sempre respinto ogni addebito, sostenendo la regolarità del loro prodotto, la corrispondenza fra realtà dei fatti e quanto dichiarato sulle confezioni riguardo la capacità filtrante dei dispositivi, la correttezza di tutti gli esami effettuati. Ora la "botta" dal ministero. Cui seguirà, probabilmente, una nuova reazione da parte dei produttori.