Claudia Rivelli con la sorella Francesca conosciuta da tutti come Ornella Muti
Claudia Rivelli con la sorella Francesca conosciuta da tutti come Ornella Muti

Roma, 17 settembre 2021 - "Droga dello stupro? Io la usavo per pulire l'argenteria e mio figlio per lavare la macchina". Insomma un detersivo superpulente dagli effetti miracolosi che neppure il mitico Sidol, almeno così dice di considerarla Claudia Rivelli, sorella di Ornella Muti (al secolo Francesca Rivelli) arrestata a Roma per detenzione di droga, tre flaconi con un litro di Gbl, meglio nota come droga dello stuproricevuta in un pacco proveniente dall'estero e consegnato da un corriere all'attrice di fotoromanzi.

Un plico inizialmente indirizzato alla madre dell'ex attrice di fotoromanzi, Ilse Renate Krause, morta a 91 anni lo scorso ottobre, che, per la difesa,   sarebbe stato ordinato dal figlio della Rivelli che vive a Londra.

La sorella di Ornella Muti. è stata arrestata al termine di un indagine svolta dalla polizia.

Claudia Rivelli portata in Procura davanti al giudice Valentina Valentini, che ha convalidato l'arresto ma non applicato la misura cautelare dei domiciliari chiesta dal pm Mario Pesci,  si è difesa sostenendo di non sapere che quel liquido magico per le pulizia della casa in realtà era droga e che parte del prodotto era destinato proprio al figlio che vive a Londra. Per lei era solo un potente detersivo.  Anzi avrebbe spiegato che la stessa madre le aveva fatto conoscere il prodotto perché l'utilizzava sistematicamente per la pulizia degli arredi di casa più delicati. Claudia Rivelli davanti al magistrato ha sostenuto che né lei né il figlio fanno uso di stupefacenti e che lei l'ordine online non lo ha fatto perché poco pratica di e-commerce

L'indagine che ha portato all'arresto di Claudia Rivelli è stata condotta dall Polaria di Fiumicino che aveva trovato i tre flaconi di Gbl in pacchi confezionati in  modo tale che avrebbero dovuto evitare controlli. Così invece non è stato anche perché da mesi la Polizia monitora questo tipo di spedizoni sospette spesso provenienti dall'Olanda. Seguendo il corriere che aveva ritirato i pacchi a Fiumicino,e che ne ignorava il contenuto, gli agenti  sono arrivati prima a casa di lse Renate Krause, dove un secondo corriere, sempre all'oscuro del contenuto, li ha presi in carico per portarli a un elegante condominio di via della Camilluccia e poi all'appartamento di Claudia Rivelli. Nel pacco consegnato c’era un flacone da un litro di Glb mentre in cucina ne è stato trovato un altro da un litro contenente la stessa sostanza e un terzo, identico,  imballato sul divano e pronto ad essere spedito al figlio dell'attrice. 

Una indagine simile nei metodi investigativi a quella che lo scorso 25 agosto aveva già portato all'arresto dell'attore Ciro Di Maio a Milano.

Il processo, con rito ordinario, contro Claudia Rivelli, difesa dall'ex marito  Paolo Leone (figlio dell’ex presidente della Repubblica Giovanni Leone) è previsto per il prossimo febbraio.