Banche, bollette luce gas e assicurazioni: le trappole e i consigli per evitare contratti ingannevoli

Consumatori senza tutele: dai contratti ingannevoli alle polizze con clausole capestro. La stangata dell’Antitrust sui colossi dell’energia. "Danni enormi per i cittadini, ma nessuno ne parla"

Alcune pratiche nel mercato dell'energia sono ingannevoli e aggressive
Alcune pratiche nel mercato dell'energia sono ingannevoli e aggressive

Non solo il caso Ferragni-Balocco, ma una miriade di casi in cui i diritti dei consumatori non solo tutelati. Dagli inganni telefonici per spingere a cambiare gestore di gas e luce, con contratti che in realtà fanno lievitare i costi, alla scarsa trasparenza di comunicazioni delle banche fino alle pubblicità ingannevoli e alle vere e proprie truffe. Quelle online, che puntano a carpire dati riservati e a ripulire conti correnti, sono la stragrande maggioranza.

Solo nel 2023 l’Adiconsum, associazione di consumatori legata alla Cisl, ha seguito circa 300 casi in Lombardia, il 40% sul territorio di Milano e hinterland. E la strada per recuperare i soldi, per le vittime di phishing, parte in salita. "Se Ferragni e Balocco hanno commesso reati ne risponderanno – spiega Christian Gambarelli, presidente di Adiconsum Lombardia – ma mi sembra che su questa vicenda si stia alzando un polverone che finisce per nascondere problemi più gravi, con danni di gran lunga più rilevanti, sul fronte della tutela dei consumatori e della trasparenza. Casi su cui forse non si indaga con la stessa celerità, perché hanno meno risalto mediatico".

Il riferimento è anche a casi come la maxi-multa dell’Antitrust a colossi dell’energia, con sanzioni per un importo complessivo di 15 milioni di euro. Secondo l’autorità, che ha comunicato l’esito dell’istruttoria a novembre, la "sei società hanno adottato pratiche commerciali aggressive condizionando i consumatori ad accettare modifiche in aumento dei prezzi dell’energia elettrica e del gas, in contrasto con l’articolo 3 del Decreto Aiuti bis".

Politiche aggressive, e ingannevoli, che si sono tradotte in "significativi incrementi delle bollette per i clienti". Poi c’è la giungla delle banche e delle assicurazioni, con contratti e clausole ingannevoli che finiscono per danneggiare il cliente. "Chiara Ferragni non è di certo Wanna Marchi – conclude Gambarelli – e non merita un accanimento simile quando tanti altri casi ben più gravi restano nel silenzio".