Crema (Cremona), 19 agosto 2018 - Un donatore di sangue della provincia di Cremona è risultato positivo al virus “West Nile”, la terribile febbre che può portare anche a morte, specie in soggetti debilitati da altre patologie. È la notizia diffusa dall’Istituto superiore di sanità, che fa un elenco di 24 donatori di sangue del nord Italia infettati dal virus. E in provincia di Cremona cinque anni fa si era registrato il contagio di un’anziana paziente di Castelleone, poi guarita. Nel Cremasco casi di questo genere sin qui non si sono verificati. Tuttavia è necessario tenere la guardia alta e la prevenzione passa anche attraverso la disinfestazione. «Abbiamo sottoscritto un nuovo contratto con un’azienda che si occupa di disinfestazioni – ha detto l’assessore Matteo Gramignoli –. I passaggi vengono effettuati ogni venti giorni e in questo modo speriamo di tutelarci». Ma a preoccupare i cremaschi sono i luoghi dove le zanzare possono deporre le uova indisturbate.

«Continuo a segnalare alle autorità – riferisce il dottor Agostino Dossena – la situazione dell’ex scuola di Cl. Lo stabile si riempie di acqua a ogni pioggia, in quanto nell’interrato non c’è alcuno sfogo. Bastano poche piogge e si forma uno stagno dove le zanzare vanno a nozze. Tre mesi fa il curatore aveva fatto svuotare dall’acqua i seminterrati, utilizzando pompe idrovore che aspiravano l’acqua piovana, alta ben oltre un metro, e la scaricavano nella vicina roggia. Ma poi non è stata eseguita alcuna bonifica del sito. Oggi la situazione è ancora quella. Quindi, o ci mettiamo dei pesci che mangiano le larve delle zanzare, o facciamo un buco che permetta di scaricare le acque piovane nella roggia». Il problema delle zanzare è molto sentito in zona. Gli abitanti protestano perché proprio da lì partono frotte di zanzare verso le abitazioni dei Sabbioni e di Ombriano. Inoltre, sono ormai numerose nel tempo le segnalazioni della zanzara tigre la quale, oltre a dare una dolorosa puntura, è il principale veicolo proprio della febbre del Nilo.