Milano, 28 ottobre 2020 -

DOMANDA:

Casi in aumento in Italia, ma noi che siamo così copioni e propensi a guardare sempre gli altri Stati come esempio dovremmo consolarci visto quello che sta succedendo in tutta Europa. E non mi pare che i governanti degli altri Paesi abbiano piglio diverso dai nostri. Gianni A., Milano

RISPOSTA:

Mettiamola così, noi non stiamo certo bene, ma non è che nel resto d’Europa le cose vadano in maniera diversa. Con stili differenti, ma il modo di procedere che accomuna un po’ tutti i Paesi dell’Unione è sempre alla “proviamoci”, suscettibile di modifiche in corso d’opera. Il frutto di una mediazione che si basa però su un dato non certo: la precisa conoscenza del virus. E su questo, siamo tutti in difetto. Gli scienziati stessi giungono a conclusioni differenti, propongono strategie diverse e allora... allora toccherebbe a chi governa fissare degli obiettivi precisi, disporre le linee per raggiungerli e tenerle “operative” finché il risultato non è stato raggiunto e si è stabilizzato. Mettendo in conto che qualsiasi scelta venga fatta sarà suscettibile di critiche, proteste, malumori e contestazioni. Si disponesse la riapertura di tutto con effetto immediato ci sarebbero comunque proteste, malumori e contestazioni. Sono gli effetti della “pancia” che spinge ad azioni senza l’uso del pensiero. Auguriamoci che il virus, tra i suoi effetti, non abbia quello di spegnere la capacità di pensare. ivano.costa@ilgiorno.net