Impalcature e teli dove c'era la dimora del 1500
Impalcature e teli dove c'era la dimora del 1500

Pusiano (Como), 12 dicembre 2015 - Un mostro di impalcature e teli di plastica proprio in riva al lago dove fino a poco tempo fa sorgeva una dimora del 1.500, simbolo della storia del paese. Quello che tutti volevano evitare si sta puntualmente verificando a Pusiano, il paese che si prepara alla rinascita con la nuova galleria che eliminerà il caos dei Tir. Non è più cosa così scontata, infatti, la ricostruzione della vecchia casa dei pescatori, malamente abbattuta durante quella che doveva essere un’opera di restauro: una vicenda che ha riempito di rabbia molte persone.

Passeranno anni e servirà addirittura una modifica del piano di governo del territorio per tornare a mettere le mani in quell’area. «I tempi saranno molto lunghi e servirà ponderazione - conferma la dottoressa Maria Mimmo, della Soprintendenza ai Beni culturali -. Venuto meno il bene, qualsiasi altra tipologia di intervento non è ammessa. Per ora l’unica cosa che possiamo fare è assicurarci che venga ricoverato tutto il materiale di risulta delle demolizione e gli oggetti che erano contenuti nella dimora». La revisione dello strumento urbanistico dovrà passare anche dalla Soprintendenza che aveva effettuato il sopralluogo dopo l’abbattimento.

Sono passati ormai otto mesi da quella domenica nella quale gli ultimi muri della casa dei pescatori caddero inspiegabilmente sotto i colpi delle mazze. La casa era stata comprata dalla società Egirent di Egidio Motta e trasformata nella sua sede. La proprietà che ha diritti di pesca sul lago di Pusiano scaricò sul responsabile dei lavori, che a inizio di aprile aveva però dato le dimissioni. L’area è finita poi sotto sequestro e la Procura ha aperto un'indagine. «La Casa dei pescatori tornerà quella di prima», aveva commentato Diego Biella di Egirent. Fino a qualche tempo prima la "cà di pescadur" era uno dei simboli dell’Alta Brianza, costruita proprio nei pressi di palazzo Beahurnais. Prima dell'inizio dei lavori era ancora quella di cinque secoli fa. Vincoli ambientali ed edilizi dovevano scongiurare il pericolo di uno stravolgimento della struttura ma così non è stato. Ora restano i teli a protezione di quello che non c’è più. «A questo punto si potrebbero anche togliere le impalcature. Pusiano poteva finalmente godere delle sue bellezze e paradossalmente, proprio ora, si trova in questa situazione», commenta la soprintendente.