Paraplegico dopo l’incidente. Nuove indagini

Il Gip di Como ha respinto la richiesta di archiviazione per l'incidente che ha causato la paraplegia di un uomo in seguito al ribassamento di un tombino. Le indagini verranno riaperte.

Paraplegico dopo l’incidente. Nuove indagini

Il Gip di Como ha respinto la richiesta di archiviazione per l'incidente che ha causato la paraplegia di un uomo in seguito al ribassamento di un tombino. Le indagini verranno riaperte.

La ruota della Vespa era finita del ribassamento di tombino, facendolo finire a terra. Un incidente che al conducente della moto, un comasco che all’epoca aveva 33 anni, aveva provocato lesioni gravissime e irreversibili, riducendolo in una condizione di paraplegia. Ora il Gip di Como Carlo Cecchetti, ha rigettato la richiesta di archiviazione di quell’incidente, ritenendo che possano essere individuate delle responsabilità in quanto accaduto, e rimandando il fascicolo in Procura con la richiesta di riaprire le indagini. L’incidente risale alla notte del 17 febbraio 2019, verso le 3.30, quando l’uomo alla guida di una Vespa 125, stava percorrendo via Castelnuovo, in direzione statale Briantea, occupando la corsia a sinistra che prosegue verso via Carloni. Arrivato all’altezza del Museo della Seta, un tratto che sarebbe risultato privo di illuminazione diretta in quanto presente solo sul lato opposto, la moto aveva urtato a una velocità di circa 40 chilometri all’ora la fossa profonda una decina di centimetri, creata da un tombino di scolo delle acque che era ribassato rispetto al livello stradale, a ridosso del marciapiede. Il conducente aveva perso il controllo, finendo a terra nello sbalzo improvviso. Il referto successivo era stato drammatico: il casco si era rotto, e l’impatto a terra gli aveva causato un trauma cranico e facciale, ma soprattutto una lesione, che gli ha fatto perdere l’uso delle gambe. Fin da subito, i medici del pronto soccorso del Sant’Anna, dove l’uomo era rimasto ricoverato a lungo, avevano evidenziato una serie di traumi, anche agli arti, in un paziente arrivato privo di coscienza, disponendo una quantità di esami urgenti. La Procura di Como, aveva chiesto l’archiviazione, visione opposta a quella del Gip. Pa.Pi.