Drappi dati alle fiamme. La risposta delle scuole . I bambini diventano: "bandiere di pace"

L’inizitiva alla primaria Deledda e alla secondaria Calvino di Chiesanuova

Ha creato grande sconcerto a Chiesanuova la scoperta che due bandiere della pace, esposte all’esterno delle scuole, sono state bruciate. Il fatto è accaduto il 15 gennaio, ma è stato reso noto solo ieri, perché prima si è preferito fare un percorso di riflessione e approfondimento con i piccoli delle due scuole, la primaria Deledda e la secondaria Calvino di via Parenzo, per rielaborare quanto accaduto.

Oltre alle due bandiere della pace date alle fiamme, sono state fatte sparire la bandiera dell’Europa e quella italiana collocata al centro del parco.

Ieri mattina è stata data una risposta a questo atto vandalico, con un’iniziativa inserita nel calendario della Giornata della Memoria: gli alunni sono usciti dalle loro classi alle 10 portando un cartello con l’indicazione delle provenienze (molto eterogenee, riflesso della composizione multietnica del quartiere), riunendosi sotto due bandiere della pace. Una, affissa all’ingresso della Deledda in sostituzione di quella bruciata, con la scritta “Noi siamo bandiere di pace“, è stata realizzata in collaborazione con la presidente del Consiglio di quartiere, Claudia Cauzzi. "È una risposta corale e civile a un brutto episodio, che ha scosso tutti", ha sottolineato. Quello di ieri mattina è stato l’ultimo atto di un percorso costruito in classe, con studenti e studentesse, che si sono confrontati con i docenti sul valore della pace, in relazione sia a quanto accaduto in quartiere che alle notizie di attualità.

Quanto accaduto sarà comunque posto all’attenzione della Digos, anche se difficilmente si riuscirà a risalire ai responsabili. Resta, però, il messaggio positivo della risposta costruttiva delle scuole e dei bambini che, come è stato ricordato dai docenti ieri mattina, sanno essere molto più maturi degli adulti.

"Una presa di posizione di civiltà e di coraggio – ha sottolineato Francesco Catalano, capogruppo in Loggia di Al lavoro con Brescia - che vuole riaffermare la cultura della pace e la speranza di una risoluzione dei conflitti. La bandiera della pace è un rifiuto della barbarie, che evidentemente trova terreno fertile anche nella nostra città. L’iniziativa di stamattina è la risposta giusta a chi, anche nella nostra città, ha criticato l’esposizione della bandiera della pace sul Palazzo della Loggia".