Milano, 8 luglio 2020 - 

DOMANDA:

Prima che discutere su come dovranno essere i nuovi banchi, sarebbe opportuno avere un quadro preciso di quante aule servono e quanto sia opportuno continuare a parlare di lezioni a distanza. A furia di lanciare ipotesi, settembre si avvicina... Rocco T., Milano

RISPOSTA:

All’orizzonte si vorrà anche vedere solo uno sconfinato azzurro, ma i piedi restano impantanati. E, se mai possibile, aprendo il capitolo scuola la situazione si fa ancora più da “sabbie mobili”. Per due motivi: il primo, si parla ancora di lezioni a distanza, ma sarebbe anche interessante avere un quadro di quanto queste siano state efficaci nei mesi dell’isolamento. In sostanza, tutti gli alunni e studenti approdati all’anno successivo del loro corso di apprendimento che grado di preparazione hanno? È paragonabile, almeno, a quello dei loro colleghi dell’anno precedente? O sarà solo un sommare carenze a carenze? E questo senza prendere in considerazione che non per tutti è stato facile poter seguire queste lezioni. In altri paesi europei i risultati non stati confortanti, a noi mancano dei riscontri veri. Secondo punto: per il ritorno sui banchi mancano strutture. L’associazione nazionale presidi indica in 40mila le classi alla ricerca di un posto. A due mesi dalle prime lezioni si profila già l’emergenza. ivano.costa@ilgiorno.net