Milano, 3 aprile 2020 - 

DOMANDA:

Magari è solo suggestione e un’indagine accurata certo l’accerterà, ma il blocco del sistema Inps con rischio che qualcuno abbia hackerato il sito facendo incetta di dati sensibili non è una cosa da prendere alla leggera. soprattutto per un futuro ancora a “distanza di sicurezza”. Gianni A., Como

RISPOSTA:

Non bastasse il mistero di come si muove questo virus o quantomeno di come contrastarlo con cure adeguate che sta creando un grande confronto tra esperti su metodi e ipotesi di intervento più o meno mirate, è arrivato anche il “giallo” dell’attacco hacker al sito dell’Inps a mettere allo scoperto un altro nervo del nostro sistema, quello informatico, che poi è un’altra scossa a una delle tante parole che in questi giorni sentiamo ripetere con grande frequenza: smart working. Basti pensare a quanto stiano lavorando con questo metodo le banche, non solo gli uffici pubblici. Ci si chiede quanto sia protetto e siano al sicuro tutta quella marea di dati che in questi giorni sta attraversando la rete. Non sono informazioni di poco conto, quelle dell’Inps - se hackeraggio c’è stato - sono di certo sensibili. e allora anche in questo campo c’è da mettere in cantiere ulteriore impegno che non è solo quello di garantire comunicazioni rapide, ma protette. ivano.costa@ilgiorno.net