Montichiari, 10 settembre 2018 - Strage di anatre in pochi giorni nella Fossa Magna di Carpenedolo, paese epicentro dei numerosi casi di polmonite che hanno anche portato alla morte di due persone, un uomo di 84 anni di Carpenedolo e una donna di 68 di Calvisano. Complessivamente sono 138 gli accessi ai pronto soccorso degli ospedali di Montichiari, Manerbio, Desenzano Del Garda, Gavardo, Asola e Castiglione delle Stiviere e Mantova, di cui 124 ricoverati. Le persone colpite sono soprattutto over 60, concentrate tra la bassa bresciana ed il mantovano. Sono subito partiti i controlli a tappeto sulla rete idrica per capire se la causa possa essere un batterio annidato nelle acque. E' prematuro ipotizzare un nesso tra la morìa di anatidi e l'ondata anomala di polmonite. Ma di certo, in un contesto di elevatissima allerta sanitaria, l'Ats vuole fare piena luce. Ieri mattina, intorno alle 10.30, il personale del dipartimento di veterinaria ha prelevato le carcasse dei 25 volatili che verranno ora sottoposte ad esame autoptico all'istituto Zooprofilattico.

Avvelenamento o più probabilmente influenza aviaria le cause finite sotto la lente delle autorità sanitarie. Se tuttavia non ci fossero riscontri a queste ipotesi gli accertamenti verranno approfonditi per verificare appunto se ci siano collegamenti tra le morti delle anatre e l'epidemia di polmonite. Il nodo da sciogliere non è tanto il contagio praticamente impossibile, vista la natura batterica dell'infezione, quanto capire se gli animali abbiano contratto una forma di patologia dall'acqua ritenuta un potenziale vettore del germe.

In vista dell'inizio dell'anno scolastico sindaci dei paesi colpiti dall'epidemia hanno chiesto garanzie e in queste ore saranno intensificate le operazioni di igienizzazione e disinfestazione dei plessi scolastici. 

Sui casi di polmonite registrati nel bresciano, "stiamo facendo tutto ciò che si può fare. Sia con l'investigazione sui campionamenti fatti per capire se il vettore sia l'acqua, sia interrogando i pazienti per capire se c'è un elemento che li accomuna e individuare la sorgente, ma lavoriamo anche in altre direzioni. Non vogliamo lasciare nulla al caso". Lo ha detto l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, che ha aggiunto: "Anche sull'aria stiamo iniziando a pensare di fare qualcosa. Stiamo lavorando in tutte le direzioni in sintonia con maggiori esperti e con l'Istituto Superiore di Sanità". Al momento l'ipotesi che la legionella sia la causa del contagio «non si può dire esclusa, né che questo batterio sia per certo il fattore scatenante"