Brescia, 14 settembre 2018 - L'Istituto Superiore di Sanità esclude la possibilità che sia stata la rete idrica a trasmettere la polmonite tra i diversi comuni della Bassa Bresciana interessati. «Dopo aver controllato la rete di distribuzione dell'acqua potabile è stata esclusa la possibilità di possibili collegamenti tra i diversi Comuni coinvolti», scrivono gli esperti sul portale Epicentro a cura dell'Iss, sottolineando che «sono comunque stati effettuati campionamenti alla rete idrica (più di 50 punti campionati) e presso le abitazione dei soggetti con diagnosi di legionellosi».

Al 10 settembre scorso, ricorda l'Istituto, erano 235 i casi di polmonite registrati ai Pronto Soccorso, di cui il maggior numero registrati il 6 e il 7 settembre, 196 le persone ospedalizzate, 2 i decessi. Il numero dei morti non tiene conto del caso sospetto, che portato alla morte di un 68enne ieri all'ospedale Gavardo di Brescia. Finora sono stati 12 i casi di legionellosi confermata e 9 Comuni maggiormente colpiti, con almeno 5 casi ciascuno. I soggetti coinvolti, sono principalmente maschi (circa il 70%), prevalentemente anziani o persone con condizioni di immunosoppressione e/o con fattori di rischio (come l'abitudine al fumo). «L'inchiesta epidemiologica e microbiologica di tutti i casi - precisano gli esperti Iss - è ancora in corso ed è finalizzata a trovare un'eventuale esposizione comune quale: frequentazione di ambienti, sia lavorativi che di svago o attività commerciali, partecipazioni ad eventi pubblici o altro»