Atalanta, De Roon festeggia un compleanno speciale: 33 anni e il record di 333 presenze con la Dea

Domani a Napoli l’olandese diventerà il secondo atalantino di sempre scavalcando Bonacina: ora il primato di Bellini a 435 non è più irraggiungibile

Marten De Roon

Atalanta's Marten De Roon jubilates with his teammates after scoring the goal of 1-1 during the Italian Serie A soccer match Spal 2013 vs Atalanta BC at Paolo Mazza Stadium in Ferrara,Italy,7 April 2018.ANSA/ELISABETTA BARACCHI

Bergamo, 29 marzo 2024 – I primi 33 anni del ‘capitano’ e del secondo atalantino di sempre. Marten Elco De Roon da Zwijndrecht, classe 1991, olandese di nascita, ormai bergamasco di adozione, oggi spegne al centro sportivo di Zingonia, prima della partenza della squadra per Napoli, 33 candeline sulla crostata che dividerà con compagni e staff e idealmente con tutti i tifosi nerazzurri.

Compleanno speciale per San Martino, diventato da due settimane fa nel match casalingo contro lo Sporting Lisbona il secondo atalantino di sempre per presenze ufficiali agganciando Valter Bonacina, bergamasco di Cene, a quota 332: domani al Maradona l’orange salirà a quota 333 diventando il secondo solitario.

Mettendo nel mirino il primato che pareva irraggiungibile di 435 presenze in maglia atalantina, realizzato in 18 stagioni dal 1998 al 2016, dal sarnichese Gian Paolo Bellini, peraltro capitano e compagno di De Roon nella sua prima stagione bergamasca nel 2015-16.

L’ex Heerenveen ed ex Middlesbrough potrebbe realisticamente inseguire il record di Bellini, lontano ora 103 partite: potrebbe agganciarlo nella stagione 2026-27, a 35 anni.

Bandiera vera De Roon, protagonista in maglia nerazzurra dall’agosto 2015, quando, 24enne, appena prelevato dall’Heerenveen, debuttò con la Dea e nel nostro campionato al Meazza contro l’Inter, un bell’esordio guastato dal gol di Jovetic al novantesimo a regalare il successo ai padroni

In sette anni e mezzo, tolta la successiva stagione giocata in Premier League con il Middlesbrough, il gladiatore cresciuto calcisticamente a Rotterdam ha giocato praticamente sempre, ogni domenica, ogni partita, salvo squalifica (più frequenti negli anni scorsi, con un apice di sei giornate nel 2021) o infortuni, peraltro rari e non gravi (nel dicembre 2018 il futuro atalantino Romero gli fece saltare una caviglia al primo minuto di Genoa-Atalanta con un intervento da rosso diretto).

Numeri alla mano appena una ventina di domenica fuori in sette anni e mezzo, altrimenti avrebbe giocato sempre, sia il primo anno con Reja poi dall’agosto 2017 con Gasperini. Che lo ha definito un suo collaboratore in campo, elogiandolo pubblicamente ad agosto, quando De Roon alla prima di campionato sul campo del Sassuolo festeggiava le sue prime 300 ufficiali in maglia nerazzurra.

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