Giorgio Gori e il suo vicesindaco Sergio Gandi
Giorgio Gori e il suo vicesindaco Sergio Gandi

Bergamo, 28 maggio 2019 - Prima tra tutti a festeggiare, la first lady Cristina Parodi: con la maglietta “Sempre con Giorgio”, ha alzato le mani in segno di vittoria e stappato le prime bottiglie di spumante. Lei è stata al suo fianco in questa lunga maratona elettorale e ha gioito con lui fin da primo minuto. Poi, quando il marito è entrato nel quartier generale, è partito l’applauso. Anticipato sulla chat di famiglia: «Raga, ho vinto». «Sono felice di come la città ha risposto – ha esordito Gori –. È un voto di fiducia per me e per tutti quelli che hanno lavorato con me in questi anni. La geografia del voto amministrativo è stata diversa da quella del voto europeo. Non mi aspettavo di vincere al primo turno. Mi fa piacere che ci siano stati elettori del centrodestra e della Lega che ci hanno dato fiducia».

Dal 1995, da quando cioè è stata introdotta l’elezione diretta dei sindaci, nessun primo cittadino aveva ottenuto un secondo mandato. Ci è riuscito Gori, sostenuto da Pd, Lista Gori, Patto per Bergamo, Più Europa e la lista Ambiente, Partecipazione e Futuro. Man mano che arrivano i risultati, con la Lega ferma al 32 % (dato più basso rispetto alla media provinciale) era chiaro che Gori, premiato con il 55%, si stava avviando alla vittoria bis, con Nicholas Anesa del M5S fermo al 3,8% e Francesco Macario di Bergamo in Comune all’1,68.

Dal suo quartier generale, la festa è arrivata a Palazzo Frizzoni, dove Gori resterà per i prossimi cinque anni. «Sono onorato della fiducia che i cittadini hanno voluto darmi con questo voto – ha detto –. Ringrazio Stucchi, è sempre stato leale e garbato nei modi. Credo abbia pagato un po’ di inesperienza sulla città. Io pensavo che il ballottaggio fosse l’esito più prevedibile, però sentivo una buona aria. Riuscire a vincere subito significa aver guadagnato 15 giorni di vita. Adesso festeggerò con i candidati, con i volontari: io sono solo il volto di tante persone in cammino, che hanno voluto tenere Bergamo nel campo democratico».

Sul successo di Gori, sono fioccati commenti e congratulazioni. «È una vittoria storica – ha detto il senatore Pd, Antonio Misiani – un successo schiacciante, netto, inequivocabile. A Bergamo la Lega di Salvini subisce la sconfitta più cocente in Italia, con un ribaltamento totale dei rapporti di forza che erano emersi dalle elezioni europee. Viene premiata la buona amministrazione di Gori e della sua squadra, che hanno rilanciato la città sotto tutti i profili. Onore delle armi a Giacomo Stucchi, che ha combattuto la sua battaglia senza mai eccedere nei toni».