La storica azienda Pigna
La storica azienda Pigna

Alzano Lombardo (Bergamo), 29 luglio 2019 - Nelle scuole italiane è un punto fermo da decenni con i quaderni, ma adesso punta anche sul mercato degli adulti digitali che, però, non possono fare a meno di una bella agenda di carta. Il rilancio di Pigna, dopo l’ingresso di Buffetti nel capitale sociale nel 2018 con il 40% delle quote (gli altri due soci sono Dea Capital Alternative Funds e la società Gioja), passa anche da nuovi prodotti e dalle ambizioni sul mercato americano. Non a caso l’azienda festeggia i 180 anni di vita (nel 1839 Paolo Pigna fondava la storica cartiera che sarebbe diventata celebre con la cartotecnica dagli anni ’20 del Novecento) con una notizia che arriva da New York: «Il MoMA Design Store ha scelto due capsule collection Pigna, Bella Copia e Nero Oriente, di quaderni riedidati dall’archivio storico di Pigna all’interno del Fattobene Pop-Up Store a Soho a New York – annuncia Massimo Fagioli, presidente e amministratore delegato di Pigna – Sarà aperto dal 7 agosto al 29 settembre e online sulla piattaforma digitale store.moma.org».

Quaderno Pigna, riedizione di Nero Oriente del 1948L’export, del resto, sarà una voce fondamentale nei piani di Pigna dei prossimi anni. Gli accordi con Amazon per puntare su Germania, Francia e Spagna vanno proprio in questa direzione. Pigna, però, non si rivolgerà solo ai bambini, com’è stato negli ultimi decenni. «Là fuori c’è un grande bacino di adulti che, in questa epoca digitale, ama la carta di qualità e la scrittura – aggiunge Massimo Fagioli nella sede della società – Adulti che riconoscono subito i marchi di fabbrica di Pigna: italianità, storia e i valori del nostro Dna». L’azienda così sbarcherà sul mercato delle agende dal taglio bleisure, termine con il quale si fondono le esigenze del tempo libero e del lavoro, con la collezione Pigna Black. «Ti auguriamo un buon flusso di pensieri, parole e progetti sul tuo notebook», si leggerà aprendo l’agenda. E saranno le librerie i luoghi privilegiati per questo tipo di prodotti grazie agli accordi siglati con Feltrinelli, Giunti e Libro Mania. Il canale delle librerie, però, non sarà coinvolto solo in Italia, ma anche negli Stati Uniti, dove Pigna conta di intercettare un bacino di trentenni che vengono definiti «nomadi urbani». Non a caso, pure i grandi magazzini e i negozi all’interno di aeroporti e stazioni rientrano nei piani dell’azienda per la distribuzione delle agende.

La svolta nella storia dell'azienda arriva negli anni ‘20: gli eredi di Paolo Pigna iniziano a produrre anche materiale cartotecnico e di cancelleria. È in questo periodo che il marchio dell’azienda inizia ad entrare nelle scuole italiane e a diventare iconico per generazioni di alunni. Al contrario delle concorrenti, Cartiere Paolo Pigna fu la prima ad andare oltre la tinta unita dei quaderni e a puntare su illustrazioni e, più in generale, sulla redazione di contenuti di cultura generale. La copertina, in sostanza, non poteva essere trascurata e doveva risultare accattivante ed attraente, rimanendo aggiornata e al passo con i tempi. Dopo la caduta del Fascismo e la Seconda guerra mondiale la società riesce comunque ad evolversi e a interpretare i gusti dei ragazzi del boom economico. 

L’azienda, adesso, allargherà il suo campo d’azione dopo aver chiuso il 2018 con un fatturato di 30 milioni di euro, il 14% in più rispetto al 2017, grazie ad una crescita continua nei quaderni, segmento in cui Pigna rappresenta il primo operatore in Italia con una quota mercato del 40%. «Abbiamo riconquistato quote di mercato che avevamo perso in particolare nella grande distribuzione organizzata», spiega Massimo Fagioli. Risultati che hanno aiutato Pigna ad uscire con due anni di anticipo dal concordato avviato tra il 2016 e il 2017 per la crisi dell’azienda di Alzano Lombardo. Il piano di ristrutturazione non è stato soft: qui negli anni Duemila lavoravano 500 persone, adesso sono 96. «Non è stato facile – spiega Massimo Fagioli – Adesso, però, il piano di rilancio sta proseguendo molto bene grazie ai nuovi azionisti e ai buoni risultati economici. Devo dire che l’affetto per il marchio da parte dei clienti italiani e stranieri non è mai mancato». Pigna nel 2018 ha venduto 47 milioni di quaderni (oltre all’Italia, il marchio è molto radicato nei Paesi dei Balcani e nell’Europa dell’Est) in 380 punti vendita della grande distribuzione organizzata, 8mila cartolerie e anche online con Amazon. Nella strategia della società di Alzano Lombardo, però, c’è anche il piano di proporre nuovi prodotti nel suo settore storico, il cosiddetto back to school. Nell’ultimo anno il mercato dei prodotti per la scuola, che si attiva proprio in queste settimane, ha subito una contrazione (-7%), ma Pigna è cresciuta del 13% grazie alle vendite dei quaderni.

I prodotti per la scrittura colorata, come pastelli, matite e pennarelli, sono una novità per l’azienda bergamasca, così come la linea astucci con il marchio Monocromo, quella più famosa tra i quaderni. E la società punterà maggiormente anche sugli zaini, mercato nel quale è sbarcata da circa un anno. «Vogliamo, però, essere più presenti che in passato nelle scuole con veri e propri progetti di educazione nelle scuole – afferma Massimo Fagioli – Coinvolgeremo 25mila bambini con il progetto Dea Scuola e abbiamo affiancato anche Parole Ostili, associazione che si rivolge a tutti i cittadini consapevoli del fatto che “virtuale è reale”, e che l’ostilità in rete ha conseguenze concrete e permanenti nella vita delle persone». I nuovi progetti, insomma, non mancano nella Cartiere Paolo Pigna: i momenti peggiori, nell’anno del 180° dalla fondazione, sembrano decisamente alle spalle.