+++ ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA +++ Massimo Giuseppe Bossetti  Il presunto assassino di Yara Gambirasio, in una foto tratta dal suo profilo Facebook.
+++ ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA +++ Massimo Giuseppe Bossetti Il presunto assassino di Yara Gambirasio, in una foto tratta dal suo profilo Facebook.

Bergamo, 8 settembre 2015 - «Sugli slip di Yara trovato un terzo profilo genetico»: ci sarebbe una nuova scoperta nell'indagine sul delitto di Yara Gambirasio secondo quanto rivela il genetista forense Marzio Capra, del pool difensivo di Massimo Giuseppe Bossetti, accusato dell'omicidio. Ex vicecomandante del Ris di Parma, docente alla Statale di Milano, già consulente scientifico della famiglia di Chiara Poggi, Marzio Capra rivela al settimanale Oggi che sugli indumenti intimi della giovane sarebbe stato trovato un terzo profilo genetico del quale nessuno aveva mai parlato.

«È un pozzo dei misteri la traccia genetica trovata sugli slip di Yara che ha portato alla incriminazione di Massimo Bossetti. Oggi scopriamo che in quella traccia non c’è solo il Dna nucleare di Bossetti inspiegabilmente privo del suo mitocondriale, sostituito, non si capisce come mai, da quello di Yara. Una anomalia impossibile in natura».

«Ma - prosegue - è comparso anche un terzo Dna. Si tratta di un altro profilo mitocondriale. Non si sa a chi appartenga. Nessuno si è preoccupato di scoprirlo. E il nucleare che lo doveva accompagnare dove è finito? La stessa traccia genetica contiene quindi un Dna nucleare e due mitocondriali di tre persone diverse. Una mostruosità scientifica mai vista perché contro natura. C’è una sola spiegazione: la cancellazione selettiva. Fatta da chi? Qualcuno ci ha messo le mani? Perché? No, mi rifiuto di pensarlo».

Un colpo di scena a soli tre giorni alla ripresa delle udienze, primo appuntamento  venerdì 11 settembre alle 9,30. I giudici hanno voluto imprimere un'accelerata al dibattimento assai complesso, con un tour de force di 20 udienze fra settembre e dicembre.