I rilievi dei carabinieri subito dopo l’incidente mortale di giugno. A guidare era la donna (De Pascale)
I rilievi dei carabinieri subito dopo l’incidente mortale di giugno. A guidare era la donna (De Pascale)

Villongo (Bergamo), 26 agosto 2017 - Il suo nome, assieme a quello di una collega, era finito una prima volta nella vicenda delle impiegate “infedeli” del Comune di Villongo, indagate per l’alterazione del registro elettronico delle presenze e per truffa. Una vicenda che non è ancora chiusa, perché il Comune si è opposto alla richiesta di archiviazione. A settembre il caso verrà discusso nuovamente con un altro gip. All’epoca dei fatti, inverno 2016, Donatella Chiari, 44 anni, di Chiari, lavorava all’ufficio tributi. La sua collega, Marianna Soggetti, di Tavernola era responsabile dell’ufficio ragioneria. Era stato il sindaco di Villongo, Maria Ori Belometti a denunciare le presunte anomalie. Dopo quel fatto, le due impiegate sono state spostate: la Soggetti in segreteria, la Chiari in biblioteca.

Ma la Chiari è tornata alla ribalta delle cronache per un altro episodio accaduto proprio davanti al Comune. La mattina del 19 giugno, mentre si recava in ufficio, ha travolto Argon Beshmata, albanese, sposato, residente a Chiari, vicino alla impiegata (pare che tra i due ci fosse stata una relazione). Lui la aspettava fuori dal posto di lavoro, e come ha raccontato lei, la perseguitava. Indagata per omicidio colposo, la faccenda è filata verso la chiusura, alla luce del risultato dell’autopsia, coerente con il suo racconto. E ora, a distanza di qualche mese, spunta di nuovo il nome di Donatella Chiari, che dal 19 giugno è stata sospesa anche dall’incarico in biblioteca. Questa volta avrebbe alzato l’asticella giocando sulla propria pelle al punto da dichiarare di essere ammalata, di avere quattro tumori (alle ovaie , all’utero, al seno, allo stomaco). Tant’è che per un periodo (novembre 2016 marzo 2017) si recava in Comune con tanto di bandana e sulla sua scrivania teneva in bella evidenza un libro che aveva come argomento: "Come convivere con un tumore".

Le sue assenze dal lavoro per malattia le giustificava con certificati medici intestati all’istituto oncologico europeo di Milano, all’ospedale di Brescia e al distretto sanitario di Manerbio. Certificati che avevano anche la firma dei medici che a quanto pare la stessa Chiari si era procurata. Con la storia della presunta malattia aveva ingannato anche il gip che la doveva sentire per i cartellini alterarti, saltando l’interrogatorio. Ad accorgersi che in quei certificati c’era qualcosa di anomalo è stato ancora una volta il Comune di Villongo. "Ci siamo resi conto che avevano qualcosa di strano – ha dichiarato il sindaco – . Abbiamo fatto una verifica e nessuno dei medici interpellati ci ha detto che la Chiari era stata una loro paziente. Con me qualche volta aveva detto che aveva avuto problemi allo stomaco, ma non un tumore". Scatta la segnalazione, la procura indaga di nuovo, e dopo la conferma che quei documenti erano falsi, ieri mattina i militari della Guardia di finanza si sono presentati in Comune per sequestrare il computer della Chiari. Questa volta nei suoi confronti è partita immediatamente la sospensione, e in più deve rispondere di falso ideologico, truffa e per assenza ingiustificata (legge Brunetta). Inoltre dovrà risarcire il Comune per i giorni saltati.