Vigilanza
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Bergamo, 13 dicembre 2017 - È finito a processo per truffa e falso. Lui è M.B., 40 anni, originario di Caserta, residente nel Piacentino. Le accuse che gli vengono contestate riguardano il periodo 2014-2015 in cui l’uomo - difeso dall’avvocato Giovanni Ponte - è stato direttore tecnico e membro del consiglio di amministrazione della società di vigilanza Gsi Security Group, ruolo che non avrebbe potuto svolgere perché privo dei necessari requisiti. E già alla sua nomina avrebbe iniziato a mentire, visto che nella comunicazione alla prefettura di Milano aveva dichiarato di essere residente a Treviglio: è questo uno degli scivoloni in cui è incappato, come è emerso nell’inchiesta coordinata dal pm Davide Palmieri, anche se la contestazione principale riguarda il titolo di studio, la laurea, mai conseguita.

Al momento di presentare alla prefettura di Bergamo i documenti necessari per ottenere la titolarità di licenza di pubblica sicurezza (ex art 134 Tulps), infatti, l’imputato ha consegnato, oltre al proprio curriculum vitae, anche un certificato di attestazione del superamento dell’esame di laurea in giurisprudenza all’ateneo di Parma. Ma il documento, la fotocopia di una dichiarazione, apparentemente rilasciata dall’Università degli studi di Parma, riportante l’attestazione del conseguimento del titolo accademico con tanto di data (7 luglio 2010), era farlocco: come è emerso dagli accertamenti successivi, il titolo accademico lui non l’aveva mai ottenuto. Un falso che aveva tratto in errore anche il funzionario della prefettura di Bergamo. Nel frattempo, prima che venisse smascherato, il 40enne, nella sua funzione di direttore tecnico della società di vigilanza, mediante artifizi e raggiri, avrebbe rilasciato a nome delle guardie giurate in servizio al Gsi Security Group false certificazioni di superamento di corsi di formazione Dgr Basic, il corso per svolgere tale lavoro conseguendo un ingiusto profitto. Peccato per lui che una delle persone a cui aveva rilasciato il certificato fosse la sua ex compagna che qualche sospetto lo ha avuto. L’inchiesta ha fatto il resto.

Oltre che con la Gsi Security Group, l’indagato, in forza di un contratto, aveva svolto attività professionale di docenza e di formatore della sicurezza aeroportuale con una società di Roma. A fine corso, rilasciava certificati che attestavano falsamente alle guardie giurate il superamento. Ma i corsi erano solo sulla carta, il cui valore era pari a zero.