L'ospedale di Alzano Lombardo
L'ospedale di Alzano Lombardo

Bergamo, 3 luglio 2020 - "Abbiamo confrontato i numeri con i dati del passato, con lo storico degli anni precedenti: fino a febbraio 2020 i dati sono chiari, non c'è un picco che esca da un livello di riferimento storico. Questo vale per i mesi novembre-dicembre 2019 e gennaio-febbraio 2020". Con queste parole Alberto Zucchi, responsabile del servizio epidemiologico dell'Ats di Bergamo, torna  sul tema delle polmoniti nella provincia di Bergamo. 

"Andando a ricostruire il movimento dei ricoveri - ha proseguito - emerge molto chiaramente che negli ultimi due mesi analizzati, marzo e aprile 2020, quando cioè l'epidemia era realmente esplosa, la quantità di ricoveri è aumentata: mediamente avevamo 350-400 casi di ricoveri per polmoniti di natura virale o atipica e si è arrivati a 4000. Questo è coinciso con l'epidemia vera e propria". Quanto ad Alzano lombardo in particolare, "l'andamento è totalmente sovrapponibile all'andamento medio provinciale: anche lì i ricoveri per polmoniti virali o atipiche sono associabili a un percorso di stagionalità" e non a Covid-19. 

Nei giorni scorsi infatti era stata diffusa la notizia che all'ospedale di Alzano Lombardo tra novembre 2019 e gennaio  2020 era state censite  110 polmoniti causate cioè da un "agente non specificato". Il dato era emerso dopo un accesso agli atti del consigliere regionale di Azione, Nicolò Carretta, che aveva ottenuto i dati censiti dall'ospedale Pesenti Fenaroli. Già il 30 giugno ATS Bergamo aveva fatto sapere attraverso una nota che "gli esiti del lavoro sui ricoveri consentono di affermare con discreta ragionevolezza come non siano riscontrabili evidenze statistiche" che facciano sospettare "una presenza precoce di ricoveri per polmoniti" da Covid.

Zucchi ha poi parlato della situazione attuale in Lombardia: "Siamo in una fase di decremento importate dell'epidemia di Covid-19, i nuovi casi continuano a ridursi, come i ricoveri in generale e in terapia intensiva, mentre aumentano i guariti e i tamponi negativi. Mi permetto però, da epidemiologo di sanità pubblica, di ricordare quanto sia importante continuare a mantenere un atteggiamento di buonsenso, usare le mascherine, non indulgere in assembramenti che sono momenti a rischio contagio".

"Dal punto di vista statistico-epidemiologico la curva sta fortunatamente scendendo a livelli di sicurezza - afferma Zucchi - ma le precauzioni restano doverose, e va benissimo il prolungamento, fino al 15 luglio, dell'obbligo di indossare la mascherina anche all'aperto. E' ovvio che la gente, anche da punto di vista psicologico, è stanca e ha subito molto il lockdown, ma teniamo duro ancora un po' perché siamo finalmente in dirittura d'arrivo", è il monito dell'esperto.