Omicidio di Seriate
Omicidio di Seriate

Seriate, 4 settembre 2016 - Potrebbe celarsi in quattro tracce di sangue, rinvenute dagli specialisti del Ris sulla borsetta della vittima e sulla ringhiera della villetta in cui si è consumato l’omicidio, la firma dell’assassino di Gianna Del Gaudio, l’insegnante in pensione di 63 anni uccisa venerdì scorso con un fendente profondo e netto alla gola che l’ha quasi decapitata. Le analisi del reparto scientifico dei carabinieri sono ancora in corso, ma secondo una prima ricostruzione e dai rilievi finora effettuati, è quasi sicuro che il materiale ematico appartenga alla vittima. Le tracce, inoltre, sono considerate dagli inquirenti, coordinati dal pm Laura Cocucci, assai preziose: perché significa che chi ha ammazzato la 63enne si è sporcato e perché sono macchie da sgocciolamento, e pertanto neutre, tre scie da sfregamento e una che pare impressa.

Questo sta a significare che potrebbero contenere parte di una impronta digitale (nel caso il killer non avesse i guanti) di chi ha ucciso o, comunque, risultare contaminate dal suo Dna. Intanto gli investigatori indagano anche su Facebook, sulla bacheca dell’ex insegnante, dove, oltre alle foto delle vacanze con i nipoti, a immagini di carattere sacro e alle istantanee del recente pellegrinaggio nei luoghi di Padre Pio, compaiono anche alcuni aforismi dalle tonalità grigie. In particolar modo, delle frasi sulla vendetta, che ricorrono e si intensificano proprio nell’ultimo periodo, da giugno in avanti: «La vendetta non è scendere allo stesso livello di cattiveria, ma arrivare talmente in alto dove certe cose non ti toccano più»; «Non usare mai la vendetta. Siediti e aspetta. Quelli che ti fanno del male finiscono per distruggersi da soli». Qual’è il significato di queste frasi? Si tratta di parole senza un riferimento alla propria vita, oppure Gianna Del Gaudio vi si riconosceva in quanto angosciata da qualcosa o da qualcuno?

Le indagini dei carabinieri stanno cercando di appurarlo e anche per questo hanno sequestrato il computer di casa del marito della vittima, Antonio Tizzani, 68 anni, ferroviere in pensione, indagato a piede libero per la morte della moglie (si tratta di un atto dovuto, come specificano in Procura, per consentirgli di partecipare alle indagini con un avvocato e, se lo ritiene, con dei consulenti). L’uomo continua a negare di aver avuto una discussione a cena o nel dopocena con la moglie quel maledetto venerdì. «Non abbiamo discusso - dice - anche se avremmo potuto alzare la voce perché i vicini erano quasi tutti via in vacanza». Lunedì alle 15, invece, nella parrocchiale di Seriate, saranno celebrati i funerali di Gianna.