MICHELE ANDREUCCI
Cronaca

Martinengo, la svolta del Comune leghista: sepoltura congiunta anche per le coppie gay

Via libera unanime alla modifica del regolamento di Polizia mortuaria. Il sindaco Mario Seghezzi: “In certe questione deve prevalere il buonsenso, non l’ideologia”

Il cimitero di Martinengo (De Pascale)

Il cimitero di Martinengo (De Pascale)

Martinengo, 5 gennaio 2024 – Una vera e propria rivoluzione in materia di diritti civili. Il Comune di Martinengo, 11mila abitanti nella Bassa bergamasca, “apre“ alla sepoltura congiunta per le coppie gay al cimitero. Finora, infatti, il diritto a una tomba a due posti era riservato “ai coniugi”. A partire da oggi varrà invece per chiunque ne faccia richiesta “per vincoli affettivi, di stretta parentela o di affinità”.

La decisione è stata presa all’unanimità dal Consiglio comunale, che ha provveduto a modificare l’attuale Regolamento di Polizia mortuaria che risaliva al 1995. “Nello specifico – spiega il sindaco leghista di Martinengo, Mario Seghezzi – andremo a modificare due articoli del regolamento, uno dei quali estende la possibilità di ottenere una tomba doppia non solo ai coniugi, ma a chiunque ne abbia interesse per vincoli affettivi”.

Una rivoluzione partita dal basso: "Ormai non esistono più solo le coppie formate da marito e moglie, ma anche conviventi e altro. È successo che si sono presentati cittadini per fare richiesta di una tomba doppia e gli uffici hanno dovuto respingerla e negarla. Ora non accadrà più”.

“In questa modifica in teoria sono comprese anche le unioni civili – chiarisce il primo cittadino –. L’esatta dicitura, infatti, recita ‘all’avente diritto al momento della morte ed altra persona in prenotazione unita alla prima da vincoli affettivi o di parentela o di affinità per proprio esclusivo uso’. In questa delicata materia deve prevalere il buonsenso e non l’ideologia. Con questa iniziativa, inoltre, diamo la possibilità agli uffici di non essere limitati nelle decisioni di fronte a persone già colpite da un lutto. Speriamo solo di aver fatto le cose per bene”.