La squadra di Palladino mai veramente pericolosa . Per vincere serve fare di più

Nel primo tempo meglio l’Udinese con le azioni di Lucca e Thauvin. I brianzoli alzano il baricentro nella ripresa. Al 90’ l’occasione di Pablo Marì. Dopo il caso Maignan i friulani nel riscaldamento con la maglia “No al Razzismo”.

La squadra di Palladino mai veramente pericolosa . Per vincere serve fare di più

La squadra di Palladino mai veramente pericolosa . Per vincere serve fare di più

La legge (non scritta) del calcio è semplice: portiere para, attaccante segna. Portiere, Di Gregorio, ha parato; Djuric, attaccante, non ha mai tirato.

Si traduce così il Monza a Udine: uno 0-0 che va visto come un punto guadagnato su un campo difficile e un avversario - non tradisca la classifica - ostico e ben attrezzato. Il rammarico, però, che Raffaele Palladino si riporta in valigia, è quello di non essere mai riuscita, la sua squadra, a provare a fare male a Cioffi che lì dietro qualcosa ti lascia.

Ci hanno provato Valentin Carboni e Zerbin subentrati nella ripresa, ma nemmeno il tempo di prendere le misure che sono arrivati i tre fischi di Prontera a rompere il silenzio del campo. Di fatto le due squadre hanno rispettato i decibel dello stadio: da una parte era vuota la curva di casa per la squalifica dopo gli insulti razzisti a Maignan, dall’altra non c’erano i sostenitori brianzoli che in settimana hanno deciso di non partecipare alla trasferta inizialmente vietata dalle porte chiuse.

Sul tema si è espressa la squadra all’ingresso in campo, in posa con una felpa dove al centro la scritta è sintetica, ma più che mai chiara: "No al razzismo".

Il tema tattico può essere simile: due terminali da 200 centimetri, uno per uno, e la gamba di chi gli gira intorno a creare pericoli. Si gioca, però, a una porta sola. Le misure le prende Lucca in diagonale, l’occasione per Di Gregorio di far capire che per gli altri non sarà giornata facile. Il portierone di casa replicherà in almeno altre 3 occasioni: sempre su Lucca, quindi su Thauvin dal limite e ancora sul 17 di casa con un piazzato dai 20 metri.

Dall’altra parte c’è troppo poco Djuric per dare una marcia in più ai brianzoli: Monza fa notizia per una gomitata a palla lontana di Payero su Bondo, che resta a terra contuso. Un cartellino sarebbe stato opportuno.

Nella ripresa il ritmo rallenta: Palladino legge e agisce, vince più duelli e rischia molto meno, ma non basta. Il primo vero sussulto del Monza è una girata di Pablo Marì su corner nel recupero: Lovric, di testa, sulla linea, evita la beffa all’Udinese, poi Valentin colpisce mal e Okoye sporca i guantoni.

Li avrebbe, altrimenti, rimessi in borsa senza averli utilizzati. L’immagine delle difficoltà che hanno frenato il tentativo del Monza di staccare il Genoa e piazzarsi da solo in testa alla classifica di destra.

Alla fine l’Udinese becca più di un fischio, il Monza conquista il punto che voleva.

Nel frattempo prosegue la battaglia dell’Udinese per far valere la propria posizione contro il razzismo dopo l’episodio che ha visto coinvolto il portiere del Milan Mike Maignan. La squadra di Cioffi, privata del sostegno dell’intera Curva Nord per squalifica, ha effettuato il riscaldamento prima della partita con una speciale felpa con la scritta “No al Razzismo”.