Chiara Milesi ed Elisa Salvetti (De Pascale)
Chiara Milesi ed Elisa Salvetti (De Pascale)

San Pellegrino Terme (Bergamo), 30 ottobre 2016 - Mentre tutte le sue amiche passavano il tempo tra bambole e giocattoli, lei teneva già tra le mani i bastoncini e muoveva i primi passi nel mondo della tradizione campanaria con le campanine, aspettando di poter salire davvero su un campanile. Da ormai dieci anni Chiara Milesi, 17 anni, le campane le suona davvero e, tra rintocchi e melodie, da quando di anni ne aveva 7 segue i corsi della Federazione Campanari Bergamaschi. «Mi sono appassionata alle campane quando ero piccolissima perché prima di me suonava mio fratello», racconta Chiara che abita a San Pellegrino Terme, frequenta il liceo di Scienze Umane David Maria Turoldo a Zogno e sogna un giorno di diventare un’insegnante. «Mi sono accorta che quella musica mi piaceva e ho voluto provare».

E ancora: «Molti pensano che suonare una campana significhi soltanto tirare una corda, ma non è così. Dopo essere rimasta affascinata dal suono, della campana mi ha incuriosito soprattutto la tecnica che c’è dietro a questo strumento perché all’inizio, come tutti, pensavo che servisse solamente per i rintocchi delle ore». A restare stupiti però oggi sono tanti suoi coetanei che, quando la sentono suonare o raccontare della sua passione, non riescono a nascondere la curiosità per questa suggestiva ma insolita attività. La figura del campanaro è infatti da sempre stata associata alla sfera maschile ma a smentire questa credenza, oggi, è il crescente interesse mostrato anche da giovanissime ragazze nei confronti di questa tradizione.

Come Chiara, anche Elisa, 14 anni, è una campanara. «Quando racconto di suonare le campane - spiega Elisa Salvetti, anche lei allieva dei corsi della Federazione Campanari Bergamaschi - in tanti non ci credono». «Ho iniziato a suonare perché sono sempre stata attratta dall’allegria che i rintocchi riuscivano a trasmettere e volevo portare anche io questo senso di gioia alle persone». Chiara suona da un anno ma sembra lo faccia da sempre perché, quando suona, racconta, sembra che tutto intorno a lei sia perfetto. Nella sua vita poi, oltre alla musica c’è la scuola (l’istituto Agrario di Bergamo) e i progetti, con il sogno di poter lavorare in qualche ente «per preservare il territorio e migliorare la promozione turistica».

Oggi suonare a Bergamo non è più un’attività per soli uomini: la Federazione valorizza i propri talenti femminili e a testimoniare questo cambiamento di tendenza ormai perfettamente compiuto è il crescente interesse manifestato da sempre più ragazze per la tradizione campanaria. «In Val Brembana sono tante le giovani che si avvicinano alle campane», conferma Luca Fiocchi, presidente della Federazione Campanari Bergamaschi, testimoniando la presenza femminile oggi tra i suonatori.