Vasyl Nykolyuk

Albino, 19 ottobre 2015 - Il cerchio si è ristretto a un paio di ucraini a cui i carabinieri stanno dando la caccia. Potrebbero sapere molto sulla fine del loro connazionale Vasyl Nykolyuk, 33 anni, ammazzato in maniera agghiacciante: è stato rinchiuso nel bagagliaio della sua auto, una Opel Vectra station wagon, cui poi è stato appiccato il fuoco per distruggere le tracce. L’auto è stata trovata in una stradina sterrata di Albino, una zona boschiva in via Santissima Trinità. Gli esiti sull’esame del Dna dovrebbero arrivare oggi, per il momento c’è solo la certezza che il carbonizzato scoperto nell’auto è un uomo, ma che si tratti del 33enne è quasi certo. È  trascorsa una settimana contrassegnata da indagini serrate da parte dei carabinieri del Nucleo investigativo di Bergamo e dei colleghi della Compagnia di Clusone, coordinati dal pm Antonio Pansa.

L’inchiesta potrrebbe essere vicina a una svolta, anche se per il momento non risulta ancora iscritto alcun indagato. Ma il fatto che i due ucrani siano scomparsi alimenta il sospetto che abbiano qualcosa a che fare con l’omicidio. Un impulso all’indagine è arrivata dall’esame dei filmati delle telecamere sia pubbliche che private, come quelli delle aziende e dei distributori di benzina che si trovano vicino al luogo del ritrovamento, a Stezzano e in un locale di Curno, dove Vasyl è stato visto vivo per l’ultima volta, nel piazzale dell’Openspace. Sono state analizzate anche le registrazioni interne ed esterne del locale, dove si vede la vittima assieme ad altre tre persone. I fotogrammi in mano agli inquirenti sono molto significativi e, grazie anche a questi fermo-immagine e alle testimonianze raccolte, i militari sono riusciti a ricostruire con una certa esattezza le ultime ore di Vasyl: chi ha incontrato, dove è stato sabato, prima di essere ammazzato. Manca un ultimo tassello per completare il puzzle, e potrebbe essere solo questione di ore.

di Rocco Sarubbi