Bergamo, artigiano taglieggiato: banda di usurai fermata

Avrebbero concesso un prestito di 14mila euro e preteso, con la violenza, 50mila euro in cambio

L'artigiano si era rivolto ai caranbinieri

L'artigiano si era rivolto ai caranbinieri

Bergamo, 19 febbraio 2024 – Avrebbero concesso un prestito di 14mila euro e preteso, con la violenza, 50mila euro in cambio. Con questa accusa cinque persone, tutti rom, di età compresa tra i 21 e i 46 anni, residenti tra Osio Sopra e Boltiere, sono finite al centro di un’indagine per atti persecutori, estorsione e usura, inchiesta culminata, nei giorni scorsi, con il sequestro preventivo ai fini della confisca di beni per 33mila euro.

Tutto nasce da una indagine condotta tra novembre 2021 e giugno 2023 dalla sezione operativa del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Treviglio a seguito di una denuncia-querela sporta dalla vittima, un piccolo artigiano che vive nella Bassa Bergamasca, nei confronti della banda di usurai che lo avevano costretto a corrispondere una somma che superava i 50mila euro, una parte in denaro, e il resto tra auto, altri beni e servizi.

Che era successo? Che l’artigiano attraversava un momento di difficoltà e per far fronte a questa situazione aveva chiesto un prestito iniziale pari a 14mila euro. Ma con il trascorrere del tempo la situazione ha preso una brutta piega, perché gli usurai hanno iniziato a esercitare delle forti pressioni (soprattutto psicologiche) nei confronti dell’artigiano.

Tant’è che quel prestito di 14mila euro a interessi altissimi richiesti era diventato di 50mila euro, soldi che la vittima non era in grado di poter dare. A quel punto nei suoi confronti sono iniziate delle minacce e pesanti pressioni, estese anche alla sua famiglia. L’uomo, infatti, riceveva telefonate intimidatorie quasi tutti i giorni. Insomma, era finito nelle mani della banda che ne controllava ogni suo spostamento e quello dei suoi famigliari.

"Guarda che sappiamo dove si trova tuo figlio", è stato il tono di un messaggio che aveva ricevuto. Temendo per l’incolumità della sua famiglia l’artigiano, che nel frattempo aveva anticipato una parte del denaro, ha deciso di rivolgersi ai carabinieri e raccontare quello che gli stava accadendo.

È anche capitato che mentre era in caserma gli fosse arrivato al telefonino un messaggio degli usurai, tanto per capire il controllo che esercitavano su di lui. E così grazie all’indagine da parte dei militari il tribunale di Bergamo ha disposto il sequestro preventivo ai fini della confisca dei beni degli indagati. Tra macchine e mobili, è stata raggiunta una cifra di circa 33mila euro.