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26 mar 2022

Atalanta, la modestia del baby bomber Cisse: "Ancora non ci credo. Sono solo all’inizio"

Da profugo minorenne ospitato nelle case famiglie del Salento alle luci della serie A, subito in gol al debutto, ad appena 18 anni

20-03-2022 BOLOGNA CAMPIONATO DI CALCIO SERIE A BOLOGNA-ATALANTA
NELLA FOTO MOUSTAPHA ELHADJI CISSE'
FOTO GIANNI SANTANDREA-AG ALDO LIVERANI SAS
Moustapha Diaba Cisse

Bergamo, 26 marzo 2022 - Da profugo minorenne ospitato nelle case famiglie del Salento alle luci della serie A, subito in gol al debutto, ad appena 18 anni. Moustapha Diaba Cisse sta vivendo un mix di emozioni e soddisfazioni accelerate a una velocità da Formula 1. Due mesi fa era in provincia di Lecce, ragazzo arrivato solo dalla Guinea, senza famiglia, in cerca di un futuro lontano dalla povertà della sua Conakry. Poi improvvisa la chiamata dell’Atalanta che lo aggrega per qualche settimana alla Primavera, dove impatta roboante con tre gol in tre partite, e subito il trasloco in prima squadra, una panchina contro il Genoa, quindi l’esordio a Bologna e il gol vittoria nel finale.

“Ancora non ci credo, in gol all’esordio, a Bologna, quello decisivo, l’unico. Ma è solo l’inizio di una grande opportunità. Sono contento di aver aiutato la squadra, è una cosa emozionante. Far parte dell'Atalanta è qualcosa che non posso descrivere a parole”, ha raccontato al sito web ufficiale del club e si è raccontato Cisse’. Svelando un curioso retroscena: appena arrivato in Italia riuscì ad andare allo stadio di Lecce a vedere un partita di serie A e curiosamente era proprio l’Atalanta l’avversario.
Si trattava dell’ultima partita prima del lockdown e i nerazzurro stravinsero 2-6.

“L’Atalanta la scoprii in tv nel 2020, andai anche a Lecce in campionato, allo stadio, a vederla. L’estate scorsa, mentre giocavo solo per divertimento nei Rinascita Refugees, mi avvisarono che sarebbe venuto un osservatore a vedermi. Poi la chiamata e il provino: solo far parte di una squadra simile è qualcosa che non si riesce a descrivere a parole. Sono contento di aver aiutato la squadra, è una cosa emozionante. Essere dell’Atalanta è un onore.”

Modesto, incredulo, sorpreso. Così appare Cisse che in questo finale di campionato potrebbe avere ancora altre occasioni per mettersi in mostra. “Non riesco ancora a crederci, ho segnato alla seconda convocazione e all’esordio. Mi dicono tutti che è stato un bel gol, ma è il risultato del lavoro collettivo. Gasperini mi ha fatto chiamare dal mio mister durante un allenamento della Primavera. Col Genoa sono rimasto in panchina limitandomi al riscaldamento, mi aspettavo già qualche minuto finale. Adesso devo continuare a lavorare, sono solo all’inizio”, ha concluso Cisse.

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