Varese, 17 febbraio 2017 - Il Tar rimette Campiotti in sella al Molina. Accolta la richiesta di sospensione cautelare della delibera di rimozione del Cda. L’Ats dell’Insubria farà però ricorso al Consiglio di Stato. Colpo di scena al Molina. Il Tar ha accolto il ricorso del Cda guidato da Christian Campiotti e ha sospeso la delibera dell’Ats che aveva rimosso i dirigenti dal loro ufficio. Si tratta di una sospensiva accolta riguardo il pericolo che ai ricorrenti venisse arrecato un danno grave, mentre l’udienza per discutere nel merito se la delibera fosse fondata o meno è stata fissata al 17 ottobre del 2017. L'ordinanza del Tar tuttavia è decisamente favorevole alla tesi di Campiotti e dei colleghi del Cda dove stabilisce che con la delibera di rimozione è stato violato il principio di proporzionalità (il prestito contestato era troppo basso rispetto al patrimonio della fondazione e sarebbero bastati altri provvedimenti meno invasivi). Secondo i tre giudici amministrativi che si sono pronunciati ieri, inoltre, il rischio di una perdita della qualità di onlus sarebbe solo presuntivo e non giustificato in questa fase della vicenda. Il Tar eccepisce anche sui tempi trascorsi tra l’inizio dell’attività di indagine e la decisione, inoltre rileva che "sussista il danno grave ed irreparabile, consistente sia nella possibilità di lesione dell’immagine dei ricorrenti, sia nella possibile incidenza sull’assetto della fondazione di atti presi dal commissario". La camera di consiglio è datata 15 febbraio, la sospensione cautelare è subito operativa.

L’Ats Insubria dal canto suo annuncia subito che farà ricorso contro questa ordinanza: dunque la battaglia si sposta al Consiglio di Stato. Intanto martedì scorso la Guardia di finanza ha perquisito su mandato della procura la sede della Fondazione Molina, oltre alle abitazioni di alcuni dipendenti. C’è massimo riserbo sui motivi dell’accesso degli inquirenti, ma secondo indiscrezioni si tratterebbe di vicende connesse con la gestione finanziaria dell’ente. La finanza, e in particolare il nucleo di polizia tributaria sta lavorando su mandato della Procura della Repubblica: le fiamme gialle si sarebbero fatte consegnare diversa documentazione, ma dalle prime informazioni raccolte emerge che siano state effettuate anche alcune perquisizioni a casa di dipendenti della fondazione. Tuttavia occorre molta prudenza nel raccontare la vicenda. Se vi sia un’inchiesta con indagati, o siano semplici ricognizioni senza che nessuno sia finito nel registro degli indagati è ancora prematuro dirlo.