Chiavenna, 31 dicembre 2017 - Dal primo gennaio 2018 entrerà pienamente in vigore la riforma – fortemente voluta e condivisa sia dalla maggioranza che dalla minoranza comunale – sul sistema di raccolta dei rifiuti a Chiavenna. A partire dall’anno nuovo i cittadini potranno utilizzare esclusivamente i sacchi di nuova generazione, muniti di codice a barre, e non sarà più possibile utilizzare sacchi o contenitori di altra natura.

«L’obiettivo è aumentare sempre di più la parte di raccolta differenziata e, riducendo i costi, ridurre la tassa a carico dei cittadini – spiega il sindaco di Chiavenna Luca Della Bitta –. Già in questi primi mesi il valore della raccolta differenziata è salito e così quando abbiamo approvato il piano rifiuti per il prossimo anno abbiamo potuto ridurre – seppur di poco – il costo a carico delle famiglie. È un lavoro complesso che dovrà portare a pagare i rifiuti per quanto ciascuno produce davvero». Anche Davide Trussoni, vicesindaco di Chiavenna, sottolinea come questo sia «un passaggio importante frutto di un intenso lavoro degli amministratori e dei nostri uffici. Ora è basilare applicarlo al meglio per ottenere i risultati sperati. Abbiamo già introdotto alcune modifiche aumentando il numero di sacchi per alcune tipologie di utenza come i commercianti, le famiglie con bambini o anziani, le famiglie di un solo componente. Da domani si passa alla fase operativa e il rispetto delle regole da parte di ciascuno sarà fondamentale per fare pagare meno la tassa rifiuti e per riciclare di più». Modifiche che però rimangono insufficienti secondo Tiziano Gini che nei mesi scorsi si era fatto portavoce delle lamentele dei chiavennaschi, riuscendo a raccogliere quasi mille firme.

«Si è persa una grande occasione – dice –. Nonostante le modifiche fatte non è stato previsto alcuno sgravio fiscale per chi decide di portare, autonomamente, i propri sacchi dell’immondizia all’isola ecologica. Per ammissione della stessa amministrazione il conteggio dei sacchi è stato fatto in maniera approssimativa, senza dati certi sugli effettivi consumi e pertanto le forniture date dal Comune potrebbero, nonostante gli aumenti per alcune categorie di persone, risultare ancora sottostimate. Inoltre, per poter ricevere un aumento di fornitura – data tra le altre a famiglie con bambini piccoli o ad anziani che usano continuativamente forniture mediche – è necessario presentare una serie di documenti che possono risultare lesivi della privacy».