Andalo Valtellino, 14 marzo 2017 - Nel pomeriggio di sabato scorso i militari del Comando Stazione di Delebio hanno proceduto all’arresto di due soggetti, uno italiano e l’altro nigeriano, che, dopo essere stati trovati in possesso di marijuana, sono risultati collegati ad una vera e propria coltivazione scoperta in un’azienda trentina. Sabato pomeriggio, U.Z., 65enne di Strigno (Trento), e U.M., 29enne nigeriano residente a Sassari, stavano percorrendo in auto la provinciale 30 in direzione di Lecco quando, giunti all’altezza dell’abitato di Andalo Valtellino, sono stati notati da una pattuglia dell’Arma di Delebio.

I carabinieri, insospettiti dall’atteggiamento del guidatore, che sembrava essersi innervosito alla vista della pattuglia, hanno deciso di fermare il veicolo per procedere al controllo degli occupanti. L'italiano, alla guida dell’auto, ha da subito tentato di evitare un controllo approfondito, asserendo di avere fretta, ma questo non ha fatto desistere i militari che, identificati i due uomini, hanno chiesto al guidatore di aprire il bagagliaio. Nonostante questi continuasse ad indugiare, affermando di trovarsi in Valtellina per vendere i prodotti della propria azienda, i militari hanno proceduto al controllo del contenuto del vano bagagli, effettivamente stipato di prodotti industriali. Il forte odore di marijuana proveniente dal baule ha però convinto i militari che nel bagagliaio ci fosse ben altro ed effettivamente, stipate nel vano della ruota di scorta, hanno trovato tre buste contenenti circa un etto di stupefacente, oltre a circa 2500 euro provento dell’attività di spaccio.

I due uomini, di fronte all’evidenza, non hanno ovviamente più potuto negare la vera ragione della loro presenza ed hanno affermato di aver intrapreso insieme il viaggio per procurarsi lo stupefacente in Lombardia, per poi rivenderlo. Tuttavia, in considerazione del quantitativo di droga rinvenuto e della versione poco verosimile fornita dai due uomini, i carabinieri di Delebio hanno chiesto ai colleghi trentini della Stazione di Castel Ivano (Trento), competenti per il territorio di residenza dell'italiano, di estendere la perquisizione anche all’azienda artigiana dell’uomo, dove i carabinieri hanno trovato una vera e propria officina dello spaccio, perfettamente autonoma, dalla produzione al confezionamento. Occultata all’interno dell’azienda è stata infatti rinvenuta una serra contenente circa 120 piante di marijuana con irrigatori automatici, lampade Uv, fertilizzanti per la coltivazione oltre a bilancini di precisione e apparecchiature per il confezionamento sotto vuoto. I due uomini sono quindi stati tratti in arresto con l’accusa di spaccio e coltivazione di sostanza stupefacente, arresti che sono stati convalidati questa mattina dall’Autorità Giudiziaria.