Sesto San Giovanni (Milano), 25 giugno 2017 - Clamoroso a Sesto San Giovanni: con il 58,63% trionfa il candidato del centrodestra Roberto Di Stefano, battendo il sindaco uscente Monica Chittò. Dopo il primo turno delle elezioni comunali (TUTTI I RISULTATI: ECCO I SINDACI ELETTI AL PRIMO TURNO) è stato il giorno del ballottaggio (GUARDA L'AFFLUENZA). Un risultato storico dopo 72 anni di governo sempre di centrosinistra. L'affluenza è stata migliore del ballottaggio di 5 anni fa: alle urne si è presentato il 45,61% degli aventi diritto, pari a 27.970 elettori, contro il 39,37% del 2012, che aveva visto trionfare Chittò. (Tutti i risultati)

"Siamo riusciti ad espugnare la 'Stalingrado d'Italia" ha detto il neo sindaco di Forza Italia di Sesto San Giovanni. "Il centrodestra unito e aperto al civismo è la soluzione che garantisce governabilità" ha sottolineato arrivando a festeggiare con i suoi sostenitori. "Ha vinto la gente di Sesto - ha spiegato Di Stefano, 10 anni in aula sui banchi dell’opposizione -. Ha vinto il cambiamento. Ancora non mi rendo conto di essere nella storia di questa città e non solo. Non mi rendo conto. La festa del centrodestra va in scena in piazza della Resistenza: bottiglie di spumante, trombette, sirene, brindisi che sono andati avanti per ore nella notte (Le foto dei festeggiamenti). Un’ondata di esponenti provinciali e regionali, insieme a centinaia di cittadini, è entrata nel palazzetto e ha invaso la sala del consiglio comunale. "E ora si inizia subito a lavorare - ha detto il neosindaco -. Per formare la squadra di governo e per il bene di questa città, abbandonata a se stessa per troppi anni".

Il neo sindaco ha poi spiegato che pur non essendo "favorevoli " e "espressamente contrari" alla realizzazione di una moschea di "2400 mq, garantiremo la libertà di culto alla comunità islamica locale a patto che da parte della comunità ci sia la volontà di sottoscrivere un protocollo di intesa che garantiscano la legalità, la sicurezza e il rispetto delle normative". I punti in questione sarebbero l'iscrizione all'albo per gli Imam, la predicazione in lingua italiana e la trasparenza: "Chiederò immediatamente i bilanci e copie delle transazioni. Prima valutiamo le carte e poi prenderemo una decisione. Chiamerò l'imam e vedremo la loro disponibilità ad integrarsi". L'ipotesi potrebbe essere di trasformare la moschea "temporanea", dopo aver risolto il "problema urbanistico con Regione Lombardia" ha spiegato Di Stefano, e trasformarla in una moschea permanente più piccola. Secondo il neosindaco sarebbero circa 400 i fedeli della comunità musulmana che frequentano la moschea.

Accanto a Di Stefano Gianpaolo Caponi, il “capitano” del polo centrista che ha dato l’iniezione di fiducia - e di elettori - per l’impresa storica. A Sesto anche Mariastella Gelmini, Riccardo De Corato, Marco Alparone, sindaco di Paderno Dugnano. C’erano consiglieri di Cinisello e Cologno. E, immancabile, Silvia Sardone, consigliera forzista di Milano e compagna di Di Stefano. Tra quelli che più festeggiano Antonio Lamiranda, capogruppo di FdI. "Un anno fa non ci credeva nessuno. Eravamo quattro amici seduti in pizzeria. Così è nata la candidatura di Roberto e la squadra. Ce l’abbiamo messa tutta. E ora abbiamo fatto la storia".  

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Una batosta clamorosa per il centrosinistra, che ha perso una delle sue storiche roccaforti in Lombardia. Non è bastato a Chittò il sostegno di tutto il centrosinistra, con la presenza in campagna elettorale di big come Giuliano Pisapia o Walter Veltroni: soprattutto il Pd ha subito una dura sconfitta passando da 10 a 4 consiglieri e la bassa affluenza (45.6%) ha punito sopratutto il centrosinistra. Già a mezzanotte il sindaco uscente Monica Chittò con i suoi fedelissimi, come Andrea Rivolta, aveva abbandonato il palazzetto per entrare in una sede del Pd dai volti già cupi. "È un risultato epocale. È un dato nazionale, ma ne sento tutta la responsabilità - ha detto la democratica in via Fiorani -. Ringrazio tutti voi che ci avete messo cuore, anima e fisico. È stata una campagna elettorale non facile e mi avete molto aiutato. Non dobbiamo perdere l’orgoglio e l’idea di una città aperta e solidale". 

Secondo l'ex sindaco si tratta di "un risultato elettorale netto che si inserisce in parte in un contesto nazionale e in parte in un contesto locale, dove ha prevalso la paura". "Il clima era difficile, la campagna elettorale è stata difficile - ha proseguito Chittò - ho ricevuto lettere anonime con minacce di morte, in un momento di crisi come questo i cittadini si rivolgono al sindaco e, quanto più una città è affaticata, diventa difficile dare risposte immediate". Chittò nel 2012 aveva vinto il ballottaggio con il 69,4% mentre stavolta si è fermata al 41,4%: "Abbiamo portato avanti il nostro progetto, abbiamo lavorato su un quotidiano faticoso e su un futuro progettuale. Spero che chi ora avrà l'onore di governare la città, lo faccia con impegno, e che sia paradossalmente coerente con i disvalori che sono stati messi in campo durante la campagna". "Hanno fatto una campagna tutta di 'contro'- ha concluso - mi aspetto coerenza. E se sono coerenti, quindi, non faranno costruire la moschea".