Pavia, 7 novembre 2016 - "L'Europa riferisca cosa sta facendo contro il gioco d' azzardo". Angelo Ciocca, europarlamentare pavese della Lega Nord, ha presentato una interrogazione alla Commissione Europea per chiedere chiarimenti in merito ai risultati ottenuti in tema di ludopatie. "Sul gioco d'azzardo - premette Ciocca - la Commissione Europea ha adottato nel 2014 una raccomandazione volta a migliorare le forme di protezione nei confronti dei consumatori e ad impedire il gioco online ai minorenni. Con questa raccomandazione, la Commissione Europea invitava gli Stati membri a implementare le procedure per verificare i conti dei giocatori e chiudere quelli riconducibili a minori, incoraggiare la visualizzazione di link di programmi di controllo parentale sui siti web di gioco d'azzardo e disincentivare le comunicazioni commerciali negli ambienti reali e virtuali frequentati dai minori". A distanza di 2 anni da quella "raccomandazione" della Commissione Europea, ora l'eurodeputato Ciocca chiede quali risultati siano stati ottenuti e più in generale cosa stia facendo l'Europa per contrastare le conseguenze negative del gioco d'azzardo. "La fornitura dei servizi di gioco d'azzardo - precisa Ciocca - non è soggetta ad una legislazione europea esclusiva, ma è principalmente regolata dai singoli Stati che dovrebbero fissare gli obiettivi della politica sul gioco d'azzardo e stabilire il livello di protezione adottato per tutelare la salute dei consumatori. Il problema della ludopatia è una vera piaga sociale: in Lombardia, ad esempio, il fenomeno delle videoslot e dipendenze è in aumento con circa 80 mila 'macchinette' distribuite sul territorio e con oltre 2 mila persone prese a carico dal sistema sanitario". E proprio dalla 'capitale' nazionale del gioco d'azzardo, con Pavia sempre in testa alle annuali classifiche della spesa pro capite per il gioco, arriva l'interrogazione alla Commissione Europea, che cerca di sollecitare un intervento a livello appunto europeo su un problema che non è certo solo locale. "E' evidente - conclude Ciocca - che le politiche adottate per incentivare i gestori di esercizi pubblici a disinstallare le slot e le campagne di sensibilizzazione non sono sufficienti. Occorre intervenire con misure più efficaci per contenere questo fenomeno che, in tempo di crisi, purtroppo coinvolge sempre più persone in difficoltà ammaliate dalla falsa chimera dei facili ricavi".