Pavia, 9 giugno 2017 - Bottiglie di bonarda e di birra nei giardini, sacchetti della spazzatura dall’altro lato della strada e studenti che tornano sul “luogo del delitto” per fotografare le condizioni nelle quali è stata ridotta la loro scuola. Poche ore dopo l’assalto compiuto da una sessantina di ragazzi che in gran parte frequentano l’Itis Cardano ai danni del liceo scientifico Copernico, nel quartiere Ticinello ci sono ancora tracce di un ultimo giorno di scuola completamente folle.

"Quando siamo usciti - racconta uno studente dell’Itis - i ragazzi del Copernico si stavano lanciando i gavettoni per festeggiare la fine dell’anno. I nostri li hanno visti e li hanno attaccati. Come mi sono accorto di quanto stava succedendo, mi sono defilato. Facevano paura". Come accade ogni anno, infatti, l’ultimo giorno di scuola gli studenti di quinta del Copernico escono in anticipo per accogliere a gavettoni gli studenti più piccoli. Per precauzione viene anche invitata la polizia. Ieri, però, fuori dal liceo non c’erano i maturandi, ma i ragazzi dell’Itis e non solo loro che hanno aggredito i professori, buttandoli a terra, prendendoli a calci. "Hanno spaccato il vetro - dice uno studente in un video diventato virale -. Guarda quello com’è gasato, si è messo a picchiare tutti". "Siamo tutti colpevoli - dice il sindaco di Torre d’Isola Roberto Veronesi, figlio di uno dei docenti feriti e ripresi in un video -. Vediamo violenza ovunque. Le immagini diventate virali mostrano vetri rotti e una serie di contusi. Quello che non mostrano è il motivo di tanta violenza".

"Mi vergogno di lavorare in questa scuola", commenta un operatore del Cardano. "Bocciateli tutti - propone un cittadino -. Impedite loro di tornare a scuola». Ma secondo altri sarebbe meglio «far pagare loro i danni e punire i genitori che non li hanno educati". Nel frattempo la polizia e i carabinieri stanno visionando tutti i video registrati per identificare gli autori dell’attacco. Il sindaco Massimo Depaoli che è un docente del Copernico, invece, condanna con forza quanto accaduto. "È inaccettabile - dice - spaventa e preoccupa ciò che può succedere quando gruppi di giovani che si ritengono impuniti si sentono investiti abusivamente del ruolo di rappresentanti di una massa. La scuola non è questa e anche i giovani, comunque, non sono questi. Non lo sono le generazioni che ho conosciuto e a cui ho avuto l’onore di provare a trasmettere qualcosa in tutti questi anni".