Garlasco (Pavia), 21 aprile 2017 - E' guerra aperta tra i legali di Alberto Stasi e quelli di Andrea Sempio, il primo condannato in via definitiva per l'omicidio di Garlasco e il secondo indagato e poi archiviato in seguito alle indagini difensive. Stamane Sempio e i suoi difensori si erano presentati al Palazzo di Giustizia di Milano per presentare una querela per diffamazione, falso ideologico e violazione della legge sulla privacy contro gli avvocati che difendono Alberto Stasi. "Per fortuna - ha detto l'avvocato Massimo Lovati, che ha accompagnato il suo assistito Andrea Sempio al palazzo di giustizia per presentare querela-. Andrea è un ragazzo equilibrato e con i nervi saldi, se fosse capitato a una persona fragile forse non saremmo qui".

Sempio è stato indagato per l'omicidio di Chiara Poggi (avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007) in seguito a una segnalazione alla magistratura degli stessi difensori di Stasi e la cui posizione è stata di recente archiviata dal gip di Pavia Fabio Lambertucci. "Quello che è accaduto è un fatto gravissimo - ha aggiunto il legale, nelle parole riportate dall'Ansa -  manipolare il dna di una persona è una violazione inaccettabile. È come uno stupro. Ci interessa che venga fatta luce sulla illiceità di questo comportamento, reso ancor più grave dal fatto che gli autori sono avvocati, cioè coloro che dovrebbero essere al servizio della giustizia".

Dopo gli iniziali accertamenti relativi alla possibile compatibilità tra il dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi e quello di Andrea Sempio, la procura di Pavia ha accolto l'istanza di archiviazione presentata dal procuratore aggiunto Mario Venditti e dal pm Giulia Pezzino. Nel suo provvedimento di archiviazione il gip ha sottolineato "l'inconsistenza degli sforzi profusi dalla difesa Stasi tendenti a rinvenire un diverso, alternativo, colpevole dell'uccisione di Chiara Poggi". 

La risposta della difesa di Stasi non si è fatta attendere: in una nota, il pool di avvocati dello studio Giarda stigmatizza come "molto gravi e del tutto inaccettabili" le affermazioni del legale di Sempio. Parole che proprio per questo "saranno immediatamente sottoposte all'attenzione dell'autorità giudiziaria competente, così come già avvenuto per esternazioni analoghe". Una contro-querela, insomma. I difensori di Stasi sottolineano "la correttezza e legittimità" del loro operato e si dicono pronti ad avviare iniziative legali "nei confronti di tutti coloro che hanno, in questo periodo, tentato di screditare l'immagine del nostro studio legale, la cui storia parla da sola e ha sempre parlato soltanto nelle aule giudiziarie". Inoltre, sottolineano, "non sarà più tollerato o consentito che qualcuno possa anche solo insinuare il dubbio che il nostro studio legale abbia violato delle norme di legge per arrivare ad una differente verità processuale per Alberto Stasi. Non l'abbiamo fatto e non lo faremo mai. Continueremo a cercare questa verità, ma sempre nel rispetto della legalità".