Muggiò, 18 ottobre 2017 - ​È andata deserta anche la seconda asta per la Panem. Si è svolta infatti ieri l’asta immobiliare per la vendita dei circa 20mila metri quadrati di capannoni produttivi in via Pavia. In quei capannoni ancora oggi trovano lavoro circa 90 lavoratori appesi alle «sorti» della società attualmente nelle mani dal gruppo calabrese IGreco.

"L’asta è stata riconvocata per il 23 gennaio con le modificate condizioni del caso – sottolinea Matteo Casiraghi, segretario della Flai Cgil di Monza e Brianza -. La notizia positiva è la continuazione della Cassa integrazione guadagni straordinari per crisi aziendale. La notizia negativa è che nessun imprenditore si è fatto avanti, a partire da IGreco". Eppure sindacati e dipendenti nei mesi scorsi si erano allarmati per un inconsueto «viavai» di imprenditori in visita all’immobile, perché cambiando la proprietà dei capannoni per i lavoratori non ci sarebbe alcuna garanzia occupazionale. La situazione verrà quindi aggiornata nella sede del Ministero dello sviluppo economico lunedì 23 ottobre, poi seguirà l’assemblea con i lavoratori venerdì 27.

"Noi non facciamo passi indietro – continua Casiraghi –. Ho già comunicato la mia presenza all’azienda, al Ministero, al Prefetto e alle organizzazioni sindacali nazionali. Rappresenterò la Cgil considerando che la discussione su Muggiò è indipendente da quel tavolo". La mancata presenza all’asta del Gruppo IGreco è di certo un campanello d’allarme. In passato la proprietà aveva dichiarato di voler dare continuità industriale nel momento in cui fosse entrata in possesso dei capannoni. Nelle altre sedi del gruppo la situazione non va meglio: i lavoratori dopo cinque anni di concordato preventivo, taglio degli stipendi e chiusura di stabilimenti, avevano confidato nel fatto che IGreco mantenesse la parola data, con la promessa di risanare di tasca propria la condizione di difficoltà economica e finanziaria dell’ex Gruppo Novelli (ex proprietaria di Panem), a fronte di ulteriori sacrifici e dell’ennesima riorganizzazione del perimetro aziendale. In realtà si è arrivati alla chiusura dello stabilimento di Cisterna di Latina, alla razionalizzazione del personale impiegatizio, tuttora in Cigs, al blocco delle produzioni nel sito di Muggiò, nonché al taglio degli scatti d’anzianità per tutto il personale dipendente. E dire che lo scorso 13 aprile presso il ministero dello Sviluppo economico la proprietà aveva sottoscritto degli impegni ad oggi non mantenuti. L’accordo prevedeva un rilancio del Gruppo attraverso investimenti pari a 30 milioni di euro. Ma alla prova dei fatti il gruppo IGreco ha preteso il taglio del personale senza rispettare gli impegni sugli investimenti per il rilancio della Panem, che tuttora continua a perdere volumi e fatturato.