Nova Milanese, 21 ottobre 2017 - Si sono svolti nella chiesa Sant'Antonino Martire di Nova Milanese i funerali di Maria Gioia Pittana, la terza vittima del tallio, il micidiale veleno che ha già ucciso il marito Giovanni Battista Del Zotto e la figlia Patrizia. Un intero paese si è stretto attorno alla famiglia, una tragedia sempre più avvolta dal mistero perché non è ancora chiaro come quel metallo killer sia potuto finire nel corpo delle vittime. Oltre al figlio Domenico, era presente anche il genero che si trova ancora ricoverato presso l’ospedale di Desio ma che ha potuto lasciare temporaneamente il nosocomio per assistere ai funerali.

“Senza un nome, senza un colore, senza un perché”, così il parroco don Luigi Caimi durante l’omelia ha descritto "un dramma che - ha continuato - in queste modalità può portare chiunque allo smarrimento". Gli altri tre ricoverati, intanto, lasceranno presto Desio per essere trasferiti in un centro di riabilitazione a Pavia dove potranno continuare la lunga degenza. La Procura di Monza, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, è al lavoro per capire come quel pericoloso metallo sia potuto finire nel corpo delle sei persone. Lo scorso agosto la famiglia aveva trascorso un periodo di vacanza nella casa di Santa Marizza, in provincia di Udine. Al rientro, dopo qualche settimana, i primi malori. Undici persone controllate, sei ricoverate, tre decedute. Questi i numeri di una agghiacciante vicenda dai contorni tutt’altro che chiari.