Milano, 30 novembre 2017 - Il primo esperimento di Gattuso si chiama 3-4-3, schema che al Milan non si vede dai tempi di Zaccheroni. Il nuovo allenatore rossonero (che in Zac ha avuto proprio la sua guida in quel Milan di fine millennio) prova infatti questo sistema di gioco nella prima seduta tattica: Kalini boa, Bonaventura largo a sinistra e Suso a destra. Una scelta che però non sembra definitiva. In Gattuso infatti restano dubbi sulla posizione dello spagnolo: la paura di renderlo prevedibile in una posizione defilata, l’ambizione di renderlo un giocatore totale come trequartista. Il diktat della dirigenza è infatti di valorizzare quanto più possibile Suso, il leader tecnico dell’attacco (conMontella il Milan ha vinto solo quando lo spagnolo era al 100%) ma anche uno dei giocatori ‘monetizzabili’ sul mercato qualora le cose non dovessero girare come previsto.

Con Montella - curioso che nessun giocatore lo abbia salutato sui social, sintomo che qualcosa nello spogliatoio non fosse proprio in sintonia - Suso è esploso prima di trovare nel ruolo di seconda punta un Mortirolo da scalare. Intanto le prime parole sul Gattuso allenatore le concede Cutrone: «È un mister che vuole molto impegno e spirito di gruppo. Mi fanno piacere le sue parole su di me, continuerò a dare il massimo». Perché il centravanti resta sub-judice: le gerarchie tra Kalinic, Silva e Cutrone le scriveranno i gol. Vero problema del Milan di Montella