Milano, 12 maggio 2017 - «Gigi è mio padre. Mi ha avvicinato alla musica con divertimento e me l’ha fatta amare. Gigi ascoltava molto jazz, la sua musica preferita insieme a quella brasiliana, meglio se suonata e cantata da Joao Gilberto: “ … ascoltavo un signore che aveva una voce così ”. Gigi non faceva il “musico” di professione, ma bastavano un paio di accordi sul piano o sulla chitarra per avvertirne subito la sensibilità e il talento che sarebbe stato bello condividere. Fabio sono io». “Gigi” è il manifesto dell’amore di Fabio Concato per la musica che ha sempre respirato in famiglia e di Paolo Sabatino per il suo. Il pianista ha invitato nel 2011 Fabio nel suo progetto “Voices”, vestendo i suoi successi di un’eleganza sentimentale e jazz.

Musica acustica, sperimentata a lungo in concerto, così che un album in studio alla fine ti può sembrare un live. Le armonizzazioni del jazz sono nella scrittura delle sue canzoni, nel suo stile consapevole da crooner. Lui si presenta l’album così. «Per festeggiare i miei 40 anni di musica, ho deciso di farmi un regalo...: reinterpretare in chiave jazzistica alcune mie canzoni con l’aiuto di un grande pianista, Paolo Di Sabatino, che voglio ringraziare per la passione e la delicatezza con le quali si è avvicinato al repertorio. Con Marco Siniscalco e Glauco Di Sabatino». “Ti ricordo ancora”, “Gigi”, “Fiore di maggio”, “Tornando a casa”, “Rosalina” e altre. Da comprare.