Milano, 25 maggio 2017 - Complice il Club Tenco e il suo Premio, si continua a parlare di musica senza guardare alle classifiche, a like e views. Canzone d’autore nel senso più ampio del termine e tutte le nuove espressioni, anche linguistiche. Perché il Tenco è ideologico e democratico come il suo direttore artistico Sergio Secondiano Sacchi, milanese trasferito vicino a Girona, Catalunia, uno dei soci fondatori. Gli è stato chiesto di mediare fra le opposte visioni del direttore uscente Enrico De Angelis e il direttivo, «ma io faccio solo il responsabile di un nuovo corso che non è per nulla nuovo», chiosa in zona Navigli.

Atto primo, «Complice la musica» il 7 maggio all’Ariston, «il racconto di New York e il ricordo di Fernanda Pivano, attraverso quattro epoche e momenti musicali». Me ne aveva indicato la rotta alla vigilia, Patti Smith e un ponte fra il Tenco e la sua Cose di Amilcare che anima la scena musicale di Barcellona. «Dove arrivammo nel 1979 con Amilcare Rambaldi (padre naturale del Festival di Sanremo e legittimo del Tenco, ndr). Cercavamo contatti con la scena catalana, allora molto vivace anche politicamente con Serrat e Llach, che sono poi venuti al Tenco». Casting riuscito. «Giorgio Conte è un personaggio da Cafè del Village, Mauro Ermanno Giovanardi l’anello mancante fra noi, Ramones e Lou Reed, Dargen D’Amico un rapper contaminato da avanguardia e cantautori. Vittorio De Scalzi ha collaborato a un mio cd su Lou Reed tradotto in italiano».

Anche a posteriori, il cast perfetto, mentre arrivano le schede per i premi di quest’anno. Di certo la visione di Sergio, che si incontra ogni mese a Milano con gli amici del club, resta politica, ha nostalgia «di una canzone che non c’è più. Per questo Natale forse ci sarà una reunion dei Pan brunisti. Ci siamo conosciuti nel 1971 con loro al Teatro Verdi. Ho sempre casa a Milano ma spesso dormo alle Officine Meccaniche ospite di Mauro Pagani. Con gli amici porto avanti progetti discografici, come un libro cd doppio sulla figura del padre per il Festival della Letteratura di Mantova. Al Tenco posso contare su Stefano Senardi, siamo in nove, decideremo a maggioranza».