Milano, 10 giugno 2017 – Un'enorme macchia bianca al centro della piazza. Palloncini verdi e rossi a colorare la folla. Festa della musica doveva essere. E festa della musica è stata. Migliaia di persone hanno partecipato ieri sera al concertone «Radio Italia Live». Che poi fossero meno o più di 23.500, la cifra-limite stabilita alla vigilia, poco importa col senno di poi. Importa che gli spettatori, la maggior parte giovanissimi, si siano divertiti quasi dimenticandosi del super dispositivo predisposto dal questore Marcello Cardona (più di 350 gli uomini in campo) per far sì che tutto si svolgesse in sicurezza. Un dispositivo attivo sin dalle prime ore della mattina. Alle 10 scatta la bonifica dell’area e della sottostante stazione del metrò (poi chiusa dalle 15).

Alle 11 la corsa ai posti di prima fila è già partita. Una corsa ordinata e composta, nonostante la colonnina di mercurio scollini i 30°. I fan incalliti, disposti a sorbirsi un lungo pomeriggio sotto il sole (una ventina le persone assistite dal 118 al presidio sanitario davanti a Palazzo Reale) pur di avvicinarsi il più possibile al palco, si mettono in coda. Al varco, a due passi dal sagrato basso transennato per consentire ai fedeli di visitare la Cattedrale, ci sono poliziotti e carabinieri col metal detector: zaini e borse aperte per velocizzare la procedura, bottigliette d’acqua private del tappo, vetro e lattine bandite.

Alle 17.30 inizia l’operazione più delicata: estendere la zona rossa ai varchi esterni, quelli che danno sull’Area 2, lo spicchio di piazza che ha come lati la prima fila di transenne dell’Area 1 e il porticato esterno della Galleria. Le verifiche sono rigorose: un ragazzo che si rifiuta di togliere dal collo una grossa catena viene gentilmente invitato ad allontanarsi.

Ci sono gli steward dell’organizzazione coi contapersone: sincronizzati, danno conto in tempo reale di entrate e uscite fino al raggiungimento della capienza massima. C’è un corridoio d’ingresso pure all’Ottagono: chiusi negozi e ristoranti del braccio che dà su piazza Duomo, siamo in zona rossa. Pian piano l’Area 2 si riempie: il colpo d’occhio non sarà quello dello scorso anno, ma in tempi di allerta terrorismo bisogna pur accontentarsi e rimandare i record di presenze (circa 20mila quelle stimate alle 21.30). «Qui il tema vero – sintetizza l’assessore alla Sicurezza Carmela Rozza – è che tutto si svolga in sicurezza, perché non ci siano tragedie come Torino». Lì, in piazza San Carlo, in tanti si ferirono calpestando il tappeto di bottiglie rotte abbandonate in strada. In piazza Duomo le bottiglie di vetro manco ci sono arrivate, soprattutto grazie al lavoro di prevenzione svolto dai ghisa dell’Antiabusivismo (380 i vigili impiegati in totale su due giorni): furgoni intercettati e mandati via, zero venditori abusivi nel giro di 200 metri dall’evento.

Alle 19.45 gli speaker danno le ultime indicazioni al pubblico: «Alla fine localizzate l’uscita a voi più vicina e andate in quella direzione». Ci sono cartelli verdi per orientarsi. Poi è solo musica: Mannoia, Gabbani, Emma, Fedez e tanti altri, fino al gran finale con Andrea Bocelli. Ha vinto la musica.