Milano, 29 maggio 2017 - Il gip di Milano Manuela Scudieri per la seconda volta nel giro di una settimana nega una una perizia psichiatrica a Ismail Tommaso Hosni, il 20enne italo-tunisino finito in carcere per avere aggredito due militari e un agente della Polfer alla stazione Centrale di Milano lo scorso 19 maggio.

Dopo il primo no alla richiesta avanzata nell'immediatezza dell'arresto dell'avvocato Giusy Regina, difensore di Hosni, nei giorni scorsi era stata presentata una nuova istanza. Istanza rigettata in quanto il giudice ha ribadito che la perizia non è necessaria, nemmeno alla luce di una nuova relazione firmata dai medici del carcere di Opera nella quale è scritto che "in base alla clinica obbiettivata finora (atteggiamento di ritiro, diffidenza, elusivo, a tratti 'bizzarro') si pone un'ipotesi diagnostica da verificare nel tempo: Hosni potrebbe essere affetto da un disturbo dello spettro psicotico".  Per il gip, tuttavia, dalla relazione "non emergono né una situazione di incompatibilità con il regime detentivo, né la formulazione di una diagnosi di patologia psichiatrica attuale" e "non appare pertanto necessario allo stato disporre un accertamento peritale in questa sede".

Un'interpretazione che non convince l'avvocato Regina, in quanto, a suo dire, i medici del carcere parlano anche "di un possibile lieve ritardo mentale" e quindi è necessario accertare il prima possibile "se l'ipotesi di una psicosi o di un ritardo corrispondano alla realtà". Inoltre, ha aggiunto il legale, Hosni "ha 20 anni, è suo interesse che si faccia chiarezza sulle sue reali condizioni, dopo che è stato accertato che fa uso di sostanze stupefacenti". Infatti, per il legale, la reazione "sproporzionata" al controllo alla stazione Centrale evidenziata dagli investigatori e dal gip "potrebbe trovare una spiegazione proprio nei disturbi del ragazzo che si trova nel centro di osservazione psichiatrica del carcere".