Milano, 10 maggio 2017 - Si aprirà il prossimo 5 giugno il processo, con rito abbreviato, a carico di Giuseppe Pellicanò, il pubblicitario accusato di strage e devastazione per avere causato, il 12 giugno scorso, l'esplosione della palazzina di via Brioschi, a Milano, nelle quale persero la vita l'ex compagna Micaela Masella e una coppia di giovani fidanzati marchigiani vicini di casa. A chiedere il processo in abbreviato è stato, tramite i suoi difensori, Giorgio Perroni e Francesco Perroni, lo stesso Pellicanò al gup Chiara Valori nel corso dell'udienza preliminare che ha preso il via stamane.In  aula, giubbotto blu e jeans, presente Pellicanò che non ha proferito parola. 

Tredici le parti civili ammesse dal giudice, tra cui i genitori e la sorella di Micaela Masella, le due bambine ferite (rappresentate dagli avvocati Franco Rossi Galante e Antonella Calcaterra), i genitori dei due fidanzati marchigiani Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi e il fratello della ragazza. In aula oggi sono state prodotte anche un paio di lettere in cui l'uomo, in carcere dal luglio scorso, ha inviato ai genitori dei due giovani chiedere perdono e per esprimere il suo pentimento per il folle piano messo in atto quella notte: secondo quanto ricostruito aveva svitato il tubo del gas della cucina dell' appartamento, aveva confessato davanti al gip Giusy Barbara, spiegando però di ricordare solo per fotogrammi a causa degli "effetti di psicofarmaci" contro ansia e insonnia che prendeva abitualmente e anche la notte precedente all'esplosione. Una perizia psichiatrica ha accertato per l'uomo un vizio parziale di mente a causa, in particolare, di una forma di «depressione». Si ritorna in aula il prossimo 5 giugno.