MIlano, 7 giugno 2017 - Un braccialetto azzurro «marchiato» con il nome dell’oratorio, indirizzo e numero di telefono. Lo dovranno indossare, dal 12 giugno e per le successive quattro settimane, circa 250 fra giovani e giovanissimi che si sono iscritti alla nuova stagione estiva dell’oratorio San Carlo, in piazza San Gerolamo. «È un sistema che abbiamo introdotto per la prima volta quest’anno. Ma non è che da lunedì prossimo questo oratorio si trasformerà nel “Grande Fratello” di orwelliana memoria. Continuerà ad essere quel luogo sereno che è sempre stato» assicura don Marco Magnani, responsabile del San Carlo e sacerdote nella parrocchia dei Santi Nereo e Achilleo. Qui, in zona Città Studi, ad aiutarlo a gestire un mese di giochi e uscite in piscina ci sarà anche una squadra di cinquanta animatori. Don Marco vuole rasserenare gli animi. A domanda se il braccialetto sia uno strumento di controllo «diabolico» risponde ridendo: «Assolutamente no. È un modo pratico e tecnologico per monitorare la presenza dei bambini in entrata ed uscita. Non è che prima non si facesse. Ma avveniva in modo tradizionale, con un lungo appello e scrivendo la “X” su fogli di carta. Così il sistema di rilevamento si velocizza, perché basta passare il braccialetto su un sensore e la presenza del ragazzo viene segnalata direttamente al computer. È una modalità diffusa anche presso altri oratori».

Come a Varedo, dove la Comunità pastorale Maria Regina degli Apostoli lo ha introdotto per tenere lontani dall’oratorio i bulli e scongiurare piccoli furti e prevaricazioni da parte di non meglio specificati «esterni». «Nella nostra parrocchia però non si sono verificati episodi simili. Il braccialetto non ha in alcun modo una valenza legata alla sicurezza. E non sarà neppure un borsellino elettronico: non si possono caricare crediti in denaro sul chip. Per intenderci, se un bambino vuole comprarsi un ghiacciolo o le caramelle dovrà usare le care e vecchie monete. L’unica altra funzione che possiede è segnalarne la presenza a pranzo». Lamentele fra i fedeli nella parrocchia a detta del sacerdote non ce ne sono: «Abbiamo presentato la novità per tempo ai genitori, spiegando bene le caratteristiche. Polemiche? A me non risultano». Il braccialetto, consegnato al momento dell’iscrizione, sarà «personale e non cedibile». Rimane la curiosità di sapere cosa succede nel malaugurato caso in cui un piccolo lo dimenticasse una mattina a casa… «Entrerà all’oratorio, non lo rispediamo di certo indietro, ci mancherebbe. In quel caso chiameremo la famiglia per segnalare che il ragazzino è da noi. Siamo consapevoli che, essendo il primo anno, sarà necessario un periodo di rodaggio. Non saremo, insomma, duri e inflessibili…».