Milano 6 dicembre 2017 - Un ecuadoriano di 34 anni è stato fermato dai carabinieri della compagnia di San Donato per l'omicidio di un pensionato di 71 anni trovato il 26 novembre scorso senza vita nel suo appartamento a San Giuliano Milanese (Milano). Inizialmente si era pensato a una morte naturale ma l'autopsia ha rivelato che la causa del decesso è stata il soffocamento. L'ecuadoriano aveva dato l'allarme raccontando di aver scoperto il corpo e di essere il badante che avrebbe dovuto iniziare a lavorare in casa dal giorno successivo. In base agli elementi raccolti dai militari la procura di Lodi ha emettere un provvedimento di fermo che è stato eseguito nella notte.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 34enne avrebbe ucciso l'anziano perché voleva licenziarlo. In particolare le indagini dei carabinieri si sono concentrate sulla vita privata della vittima e sulle sue frequentazioni. Si è scoperto così che da circa un mese e mezzo l'anziano, che aveva difficoltà a camminare e necessitava di assistenza, si faceva aiutare dal 34enne, ritenuto l'autore dell'omicidio. Il giovane viveva con lui, ma negli ultimi tempi il rapporto tra i due stava diventando sempre più complicato: le frizioni erano dovute sia al comportamento dell'accusato, sia ad incomprensioni dovute alla lingua.

La vittima, infatti, aveva iniziato a contattare un ragazzo italiano, che si era proposto come badante, proprio in sostituzione dello straniero. La mattina di domenica 26 novembre, il badante salvadoregno, appresa la notizia del licenziamento e al culmine di una lite, avrebbe aggredito e strangolato il 71enne facendo poi perdere le proprie tracce e rubando dall'appartamento un tablet, un cellulare, vari monili ed una macchina fotografica.