Mantova, 20 luglio 2017 - Se il nome scritto sulla sabbia dell’ennesima estate reggaeton è quello di Luis Alfonso Rodríguez López-Cepero, meglio conosciuto a bordo piscina come il Luis Fonsi di “Despacito”, Álvaro Soler non ci pensa proprio a mollare la presa di quell’hit-parade che l’ha visto trionfare per due anni consecutivi. Lo sa bene il pubblico di Mantova, pronto a godersi questa sera l’euforica fiesta latina che deposita il cantante catalano sul palco di Piazza Sordello con hit a prova di bomba quali “Sofia”, “Libre”, “El mismo sol”, “Animal” ma anche con “Yo contigo, tú conmigo”, il pezzo scritto per la colonna sonora di “Cattivissimo me 3” riuscito lo stesso a regalargli grosse soddisfazioni di classifica.

Alvaro, cosa si aspetta da questi concerti estivi?

«Visto che l’ultimo tour era invernale, mi aspetto un pubblico ancora più caldo e voglioso di godersi le belle vibrazioni della vacanza. Lo show non lo faccio io, ma lo fa l’empatia della musica con la gente».

Poi c’è “Yo contigo, tú conmigo”.

«La canzone è nata per la colonna sonora di “Cattivissimo me 3” e mi ha fatto grandissimo piacere interpretarla con il gruppo colombiano dei Morat; il fatto che la casa discografica abbia voluto pubblicarla ugualmente come singolo, significa che è diventata qualcosa di più di un semplice commento al film».

È la sua prima liason col grande schermo?

«No, era già capitato così “Volar”, finita nella commedia spagnola “Villaviciosa de al lado”. Quest’estate pensavo di rimanermene tranquillo. E invece s’è presentata un’opportunità che, da super fan dei Minions, non mi sono voluto lasciar scappare”.

Le piacerebbe scrivere qualche altra cosa per il cinema?

«Certo, comporre una colonna sonora classica alla Hans Zimmer. Quindi, un commento musicale più strumentale che cantato. Magari - e questo sì che sarebbe un sogno - per registi che amo totalmente come Steven Spielberg o Pedro Almodovar».

Lei ha duettato con Emma e con Jennifer Lopez. Con chi altro le piacerebbe mischiare le carte prima o poi?

«Beh, con Shakira sarebbe figo. O magari con Fedez, perché no? Mi piace confrontarmi con artisti super diversi da me, perché si crea un mix interessante. Amo, infatti, esplorare altri mondi musicali».

A proposito di Fedez, perché ha detto no ad una seconda edizione di “X-Factor”?

«Perché avevo bisogno di mettermi seriamente al lavoro sul mio nuovo album, che uscirà la prossima primavera, riversandoci sopra tutte le energie. Sono volato a Los Angeles e a Miami per entrare in contatto con musicisti e produttori di cultura diversa convinto che siano queste le situazioni da cui nasce qualcosa di nuovo».

Una faticaccia?

«Nella mia musica tutto parte dalla melodia, il difficile arriva quando devo scrivere il testo perché è quello che completa il puzzle».

“X-Factor”, cosa pensa dei giudici di quest’anno?

«Sono fan di Levante, quindi penso che la sua sia stata una bella scelta. Trovo la squadra giudicante molto equilibrata».