Lodi, 26 ottobre 2017 - Sotto esame i conti del Parco Tecnologico Padano. Il ‘buco’ del Parco, che comprende srl e Fondazione, ammonta a circa 1,6 milioni di euro. Inoltre, da oltre due mesi, i 32 dipendenti del gruppo non ricevono stipendio. I dati sono stati presentati ieri durante la riunione del consiglio d’amministrazione che si è riunito per la prima volta dopo il cambio al vertice del gruppo. Dopo le dimissioni dell’ex presidente della Provincia, Mauro Soldati, dalla carica di presidente della Fondazione del Ptp, è stato il sindaco Sara Casanova a prendersi in carico la gestione della Fondazione del Parco. Ad occuparsi delle pratiche legate allo stato dell’ente sarà però l’ex commissario straordinario della Provincia dal 2013 al 2014, Cristiano Devecchi, che ha ricoperto l’incarico di presidente della Fondazione del Parco già nel periodo dal 2011 al 2014. L’incarico è senza stipendio.

"È un onore che mi assumo consapevole della situazione della situazione particolare in cui si trova il Ptp – spiega il sindaco Casanova –. Ho delegato Devecchi perché ha già avuto un’esperienza al Parco Tecnologico Padano. E’ un’eccellenza che dobbiamo valorizzare e cercare di salvare. Il nostro obiettivo è dirottare questa nave che in questo momento sta andando in una direzione sbagliata". Per salvare i conti del Parco Tecnologico Padano, realtà che è nata nel 2000, grazie al contributo della Regione Lombardia e degli altri enti locali, seguendo l’esempio dei grandi cluster europei, sono in arrivo due contributi: il primo da 2 milioni di euro dalla Fondazione Cariplo e l’altro da un milione di euro dalla Regione. "In questi giorni sto studiando i bilanci per riuscire a farmi un’idea chiara della situazione – dice Devecchi –. In poche settimane bisognerà preparare un piano economico per cercare di coinvolgere la Regione con l’obiettivo di avere un contributo costante. Porteremo freschezza e idee. Poi, entro Natale, preparerò una nuova relazione sullo stato dell’ente. Sarà un duro lavoro, ma bisogna cercare di salvare il Parco". La realtà di via Einstein è il fiore all’occhiello dell’innovazione e della ricerca del territorio e non solo. "In questi anni sono state fatte tante buone scelte e alcune cattive - spiega il direttore Gianluca Carenzo –. Ci sono i mutui, i costi di struttura del Parco e i costi fissi dagli stipendi dei dipendenti. I ricavi invece arrivano dalla ricerca, dai servizi e dall’incubazione di circa 30 imprese. Speriamo di incrementare il nostro valore con l’università che è in arrivo da Milano".