Codogno (Lodi), 21 giugno 2017 - Il maxi supermercato Famila si allarga: magazzino più grande e altri spazi per negozi di generi non alimentari. Praticamente il complesso di viale Marconi si candida a diventare un vero e proprio centro commerciale. La domanda preliminare per l’attivazione di un piano di iniziativa privata è al vaglio attualmente dello sportello unico per le attività produttive. Ma non solo: nei giorni scorsi è stata pure presentata una proposta preliminare per un nuovo lotto a uso residenziale di edilizia economico popolare in via Brini, al quartiere San Giorgio, proprio a ridosso del parco Zinghetto. Una maxi lottizzazione, già prevista all’interno del Piano di governo del territorio, e che sta già alimentando interrogativi circa il possibile impatto volumetrico in una zona dove si estende la storica oasi verde.

Entrambe le iniziative dovranno però avere l’ok preventivo della Giunta essendo in variante al Pgt. Ma il vento della crisi sembra aver cambiato direzione in città: da qualche mese c’è una vivacità imprenditoriale che probabilmente sfocerà a breve in altre iniziative. Secondo indiscrezioni, per esempio, il comparto ex Felisi, tra viale Trento e viale Da Vinci, convenzionato ormai da anni, ma ancora fermo, potrebbe ripartire anche grazie all’investimento di una nota catena di hard discount (si vocifera sia Eurospin), mentre qualcuno si sarebbe fatto pure avanti (ma ad oggi ancora nessun elemento concreto) per sondare il terreno e capire se dare un futuro al rudere abbandonato dell’ex dancing Majorca. All’orizzonte vi è anche la possibilità che la ditta Audio Ohm della frazione Maiocca si allarghi: l’azienda ha il vento in poppa e chiederebbe al Comune la possibilità di ampliarsi (sembra di ulteriori 500 metri quadrati) anche se occorrerà affrontare il nodo della viabilità.

Domenica scorsa invece, è ufficialmente tornato nelle mani del Comune l’ex supermercato Confrutta di viale Cairo, al termine di una trentennale concessione in diritto di superficie dell’area: anche in questo caso, il Comune dovrà ragionare sul futuro utilizzo. Potrebbe essere promossa una partnership pubblico privata per l’avvio di un’attività.