Legnano (Milano), 19 maggio 2017 - Li ha rincorsi scalzo e in pigiama mentre i due scappavano a piedi con la cassa in mano. Una notte da incubo per il barista Gabriele Corazza, 47 anni, dal 2016 unico proprietario del bar Tu Candela in via San Martino, all’angolo con via Milazzo. «Martedì notte verso la 1.45 stavo dormendo insieme a mia moglie, quando all’improvviso abbiamo sentito un gran trambusto provenire dal piano di sotto dove c’è il bar. Mi sono alzato, nonostante la preoccupazione di mia moglie che è all’ottavo mese di gravidanza, precipitandomi giù per le scale. Ho visto questi due giovani scappare con la cassa in mano in mezzo alla strada, ma essendo scalzo li ho subito persi».

L’uomo, che pratica arti marziali, non avrebbe avuto problema a bloccarli: «Ero determinato, perché sapere che vengono a rubare di notte in casa mia mi fa davvero andare su tutte le furie».

I due, descritti alla polizia che è giunta immediatamente subito dopo il furto sul luogo, sarebbero vecchie conoscenze delle forze dell’ordine. Dalla descrizione potrebbe infatti trattarsi di due giovani nordafricani, poco più che ventenni, che in zona avrebbero già preso di mira diverse attività commerciali e alcune abitazioni, oltre alle auto parcheggiate. «In questo quartiere sanno perfettamente tutti di chi si tratta - continua Gabriele -. Sono anche finiti in galera, ma sono sempre stati lasciati liberi poco dopo. Non c’è certezza della pena e quindi chiunque si permette di delinquere».

Nella zona di San Martino sono mesi che i furti stanno proseguendo senza sosta: «Dei ladri sono entrati in un albergo della zona col coltello in mano chiedendo soldi. Hanno rubato in un paio di occasioni anche in un bar poco distante. Hanno scassinato altre vetrine commerciali. Basta, siamo stanchi». Mesi fa era stata presa di mira anche la chiesetta di San Martino. «Una zona che purtroppo è diventata insicura anno dopo anno. Sono sei anni che abito qui, ma abbiamo superato ogni limite».

Corazza è stato uno dei primi a Legnano a togliere dal proprio bar le macchinette videopoker. Una scelta consapevole, che però non gli ha evitato l’ingresso dei ladri e tanti danni: «L’ho fatto per una questione etica. Oggi mi ritrovo con l’ingresso spaccato dai ladri e migliaia di euro di danni. La cassa l’hanno portata via, quando basta girare le chiavi e aprire il cassetto. Siamo alle prese con ladri di polli».