Varenna (Lecco), 7 novembre 2016 - Se i ponti prima o poi si potranno sistemare con un investimento consistente sulla sicurezza della Superstrada 36 la montagna infiltrata d’acqua o di ghiaccio non si può placare. Sono tanti gli episodi in cui la Super 36 ha fatto davvero paura agli automobilisti che la percorrono e spesso è stato solo per puro caso che il bilancio delle vittime di frane, incendi o incidenti non è stato catastrofico. Se già si era guadagnata un posto d’onore fra le strade più pericolose d’Italia, con il crollo del ponte di Annone chi viaggia sulla 36 lo fa con una mano sul volante e l’altra a toccar ferro. Il 10 settembre del 2007 era il primo pomeriggio quando la galleria che attraversa la città di Lecco si trasformò in un inferno che per miracolo non finì per uccidere centinaia di automobilisti.

La carreggiata sud fu invasa dal fumo dopo che un giovane di Abbadia perse il controllo dell’auto e si schiantò in galleria. L’auto fu avvolta dalle fiamme e morì carbonizzato e la galleria si trasformò presto in una camera a gas perché i grossi ventilatori non erano in funzione. Nel tentativo di fuggire un camionista si accasciò a terra e morì stroncato da un malore: 137 persone rimasero intossicate. Alcuni automobilisti invece hanno ancora davanti agli occhi la pioggia di macigni che li ha sfiorati il 25 gennaio del 2010 quando, all’altezza di Fiumelatte, dal monte Foppe si staccarono circa 2mila metri cubi di materiale che piombò sulla carreggiata e sulla frazione Pino di Varenna. Incredibilmente ci furono solo quattro feriti lievi e auto danneggiate, quella che poteva essere una tragedia, per un colpo di fortuna, si trasformò solo in un brutto ricordo.

La viabilità tra Lecco e Sondrio fu un supplizio, il giorno della frana si formarono trenta chilometri di coda. Solo quattro anni dopo, il 23 aprile, un’altra enorme frana si stacca dal monte San Martino alle porte di Lecco, in questo caso le reti paramassi hanno fermato il grosso del materiale, sulla strada arriva poco pietrame ma la 36 viene chiusa per sicurezza ed è nuovamente delirio viabilità. Ma il periodo più difficile in assoluto è quello legato alla chiusura della galleria Monte Piazzo tra Colico e Dorio.

Probabili errori nella realizzazione dei tunnel all’interno della montagna di fatto creano uno slittamento delle gallerie a valle. La galleria scivola dunque verso il lago. Dopo anni di discussione sugli interventi da fare, la Superstrada viene repentinamente chiusa l’11 maggio 2013. Inizia così un calvario che dura mesi con la Provinciale 72 sempre intasata e non in grado di reggere l’onda di traffico. Era dal 2003 che si conoscevano i problemi della galleria ma gli interventi arrivano solo nel momento in cui la struttura era altamente a rischio e senza programmazione, il caos è garantito.  Federico Magni Stefano Cassinelli