Cernobbio (Como), 15 ottobre 2017 - Da nove comuni a tre. Questa la proposta che sarà oggetto di voto domenica 22 ottobre e che insieme al referendum regionale sarà sottoposta agli abitanti di alcuni paesi comaschi. Le fusioni riguardano Cernobbio con Moltrasio e Carate Urio, quella in Valle Intelvi tra San Fedele, Casasco e Castiglione e quella che propone l’unificazione degli attuali comuni di Rodero, Valmorea e Albiolo. Quella delle fusioni tra piccoli comuni è ormai divenuta una sorta di necessità anche se alcuni paesi resistono e non vogliono perdere la loro «identità». Sette fusioni sono già avvenute, quattro sono state bocciate, altre tre saranno all’esame dei cittadini interessati il prossimo 22 ottobre, giorno in cui i lombardi e i veneti saranno chiamati alle urne per il referendum sull’autonomia proposto dalle rispettive Regioni. Dal 2002 a oggi sono stati dunque 14 i progetti di unione tra i piccoli comuni nel territorio lariano. Gli abitanti dei paesi interessati voteranno come di consueto nel proprio seggio elettorale, ma la vecchia scheda cartacea sarà sostituita dal voto elettronico.

La prima fusione prevede la nascita di un unico, nuovo comune, al posto di Cernobbio, Moltrasio e Carate Urio. I cittadini, oltre a dire se sono favorevoli o contrari a questa operazione, potranno anche scegliere il nome del nuovo ente tra una serie di proposte: «Cernobbio e riva Romantica», «Cernobbio e riva di Ponente» e «Cernobbio e riviera delle cave». Per quanto riguarda la Valle Intelvi, a proporre la fusione sono i comuni di San Fedele, Castiglione e Casasco. I nomi proposti sono «Borghi Intelvesi», «Centro Valle Intelvi» e «Pieve Valle Intelvi». Agli abitanti di Albiolo, Rodero e Valmorea verrà chiesto se preferiscono che il nuovo paese venga denominato «Alvaro», «Borghi del Lanza», «Collegelso», «Valdero», «Valrosa» o «Valtorre». Insomma un nome per ogni gusto.