Montichiari (Brescia), 4 febbraio 2018 - Mirco e Danny Giuzzi sono già a Santo Domingo. Ieri mattina sono partiti alla volta dei Caraibi per riportare a casa al più presto il corpo del padre Vittorio, ucciso a botte e bastonate nel corso di una rapina in casa la notte tra il 31 gennaio e il primo febbraio. La polizia locale ha già fermato il presunto assassino, un ragazzo dominicano. Ma la famiglia del 75enne di Montichiari, popoloso centro della Bassa bresciana da cui il pensionato era volato sull’isola 15 anni fa, vuole capire meglio.

È convinta infatti che nell’omicidio possano essere coinvolti anche altri banditi. «Appena hanno saputo che cosa era successo i tre figli di Vittorio (muratori che vivono in Svizzera, ndr) hanno preso contatti con un intermediario per avere informazioni dalle autorità del posto, che non volevano parlare – spiega uno dei nipoti, Massimo Senini, titolare dell’omonimo mattonificio a Montichiari – Venerdì sera una chiamata li ha avvisati di un arresto. Sono partiti subito. Devono procedere al riconoscimento del cadavere. E poi vogliono vederci chiaro su tutta la vicenda. Quindi riporteranno lo zio Vittorio, qui, a Montichiari, dove sarà seppellito».

Diciassettesimo figlio di una mamma che aveva dato alla luce 18 bimbi e per questo fu premiata da Mussolini, anche se solo dieci sono diventati adulti, Giuzzi nella Bassa bresciana ha ancora due sorelle e un fratello, Amelia, Teresa e Abele, oltre a diversi nipoti. Contadino e autotrasportatore, una volta andato in pensione nel 2002 aveva venduto le sue proprietà a Montichiari ed era volato con un biglietto di sola andata a Santo Domingo. Con lui, la nuova compagna dominicana, la donna che dopo la separazione dalla moglie lo aiutava a casa nei lavori domestici.

Laggiù si era dedicato al sogno di coltivare i prodotti di quella terra incontaminata. Aveva avviato colture di legumi, mango e caffè e si godeva la vita semplice, tra natura e animali. Da qualche tempo, però, Giuzzi si era stancato di Santo Domingo. «Era diventato nonno e sentiva il desiderio di stare più vicino al nipotino – racconta Massimo Senini – Stava vendendo tutto per tornare in Italia». Aveva lasciato la casa in paese per trasferirsi nell’entroterra con il suo cane. Con sé però teneva un machete, perché non era tranquillo. Ora a Montichiari tornerà da morto.